L’inchiesta che ha portato a galla gli 11 milioni di litri di carburante frodati alla Marina militare italiana si espande coinvolgendo altre quattro persone e arrivando fino in Danimarca. A finire sotto la lente d’ingrandimento della procura di Roma ci sarebbero anche alcuni funzionari della Marina. Gli iscritti nel registro degli indagati sarebbero così 14, sei dei quali già raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip della capitale Alessandro Arturi. L’inchiesta avrebbe smascherato un complicato giro di fatture false attraverso le quali Massimo Perazza, conosciuto nell’ambiente come Massimo «il Romanista», Lars P. Bohn, numero uno dell’azienda danese Ow Supply, Mario Leto, capitano di corvetta della Marina militare, e Sebastiano Distefano, primo maresciallo della Marina, avrebbero sottratto all’erario oltre 7 milioni di euro. Era stata proprio l’azienda danese a strappare un appalto milionario alla amministrazione della Difesa. Dopo l’appalto vinto dalla compagnia petrolifera «Supply», la commessa operativa era stata girata alle società italiane «Chemichal Broker» e «Abac petroli» che materialmente si occupavano di portare a termine la truffa. Dato il coinvolgimento dell’azienda danese, la procura capitolina avrebbe anche chiesto una rogatoria internazionale. Il gruppo smascherato dal nucleo tributario della Guardia di Finanza di Roma agiva attraverso un complicato giro di fatture e aggirando i controlli eseguiti nei depositi della Marina ad Augusta, in provincia di Siracusa. Così facendo, gli indagati riuscivano a far risultare scarichi di carburante in realtà mai avvenuti. Quando gli approvvigionamenti di gasolio che sarebbe dovuti servire a garantire il fabbisogno delle navi in forza al gruppo siracusano erano terminati, il gruppo avrebbe anche effettuato un finto trasbordo verso una nave, la «Victory 1», affondata nell’oceano Atlantico nel 2013. Adesso la procura dovrà chiarire come mai le richieste di carburante erano di molto superiori rispetto alle esigenze dei mezzi di competenza della base siracusana sorta all’ombra del petrolchimico di Augusta.
Truffa alla Marina, pm in Danimarca
L’inchiesta che ha portato a galla gli 11 milioni di litri di carburante frodati alla Marina militare italiana si espande coinvolgendo altre quattro persone e arrivando fino in Danimarca. A finire...