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Tifosi e clan Ombre sul caso Ciro Esposito

I legali della famiglia del tifoso ucciso il 3 maggio chiedono di acquisire le telefonate tra Carminati e soggetti legati alla tifoseria della Roma prima e dopo gli incidenti

Acquisire tutte le telefonate intercettate tra Massimo Carminati e alcuni soggetti legati alla tifoseria della Roma prima e dopo gli incidenti del 3 maggio scorso in viale Tor di Quinto. È la richiesta avanzata alla Procura dagli avvocati Sergio e Angelo Pisani, legali della famiglia di Ciro Esposito. L’obiettivo è capire se nelle conversazioni captate dai carabinieri del Ros nell’inchiesta Mafia Capitale ci siano elementi per far luce sull’omicidio del tifoso napoletano, per il quale è indagato l’ex ultrà romanista Daniele De Santis. «Lo stadio Olimpico - spiegano i penalisti - è stato palestra di un gruppo di fiancheggiatori di Carminati». L’ex estremista di destra, trasferito 4 giorni fa nel carcere friulano di Tolmezzo, sembra sia stato messo in regime di 41 bis. Intanto nelle informative dei Ros spunta la società «Boreale», la stessa del circolo dal quale partì l'attacco di De Santis al pullman dei tifosi del Napoli. Titolare della «Us Boreale srl» è Roberto Viglianti, «in diretto contatto con Riccardo Brugia e Carminati», spiegano i carabinieri. Viglianti, che non risulta indagato, con la Us Boreale sarebbe coinvolto nella gestione dell’area del laghetto del Parco di Tor di Quinto, vicino a dove venne ferito Esposito, e avrebbe contattato più volte il dirigente della As Roma Antonio Tempestilli, che chiama «Toni». «Non è la stessa Boreale, è un’altra che ha i terreni a un chilometro da qui - fanno sapere gli occupanti della destra sociale del circolo dove viveva "Gastone" - Volevano coinvolgerci nei loro affari ma li abbiamo cacciati via».

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