La mattinata si apre con una assoluzione: il reato di terrorismo non sussiste. "Visti gli articoli 530, 533 e 535 del codice di procedura penale, dichiara il giudice Capello, il tribunale assolve gli imputati dai reati loro ascritti ai capi a e b (reati di terrorismo e attentato alla vita, ndr). Dichiara però Claudio Alberto, Niccolò Blasi, Chiara Zenobi e Mattia Zanotti a 3 anni e 6 mesi di reclusione per i reati di danneggiamento, fabbricazione e trasporto di armi e resistenza a pubblico ufficiale e a euro cinquemila di multa ciascuno, oltre al pagamento delle spese processuali e di quelle di mantenimento durante la custodia in carcere". La Corte d'Assise ha stabilito che i quattro No Tav siano interdetti dai pubblici uffici per cinque anni e che risarciscano la parte civile, Ltf, rimandando la quantificazione del danno in sede civile. I fatti risalgono alla notte tra il 13 e il 14 maggio 2013, quando una trentina di persona, divisi in gruppi, attacca il cantiere dell'alta velocità con un fitto lancio di bottiglie incendiarie, bombe carte e petardi, provocando il danneggiamento di un compressore. Il 9 dicembre dello stesso anno, la Digos arresta i quattro militanti, tutti di area anarchica, e la Procura di Torino ipotizza per loro il reato di "attentato con finalità terroristiche". Un'accusa pesante, che solleva grandi proteste nel movimento No Tav, sfociate in alcune manifestazioni pubbliche. Nel maggio 2014 gli avvocati della difesa ricorrono in Cassazione contro la custodia cautelare dei quattro arrestati e i giudici della Corte suprema, pur confermando la detenzione, sollevano perplessità sull'applicazione del reato di terrorismo, escludendo di fatto il grave danno allo Stato. Gli imputati ammettono di aver partecipato all'assalto, escludendo però finalità terroristiche. A novembre, i pm Rinaudo e Padalino chiedono 9 anni e mezzo di reclusione, confermando la matrice terroristica dell'assalto. Si arriva così alla sentenza di questa mattina. Oltre la sentenza. A fine pronunciamento fra il pubblico presente in aula si alzano urla di gioia, mentre gli imputati, confinati nella stessa gabbia, si abbracciano e salutano amici e parenti. Un gruppo di No Tav ha bloccato l'autostrada Torino-Bardonecchia, in direzione Bardonecchia, all'altezza di Giaglione per circa dieci minuti. Si è trattato di un blitz improvvisato da un gruppetto di una ventina di persone. La carreggiata al momento è libera. Un gruppo di persone appartenenti al movimento, intorno alle 13.15, ha occupato lanciando dei fumogeni, l'autostrada Torino-Frejus. Sul posto sono intervenute le forze dell'ordine e per qualche minuto il tratto di strada è stato chiuso al traffico. Non si sono registrati scontri. Altri manifestanti avrebbe, invece, occupato il treno regionale Milano-Torino. Gli agenti della Polfer di Novara stanno monitorando la situazione. Il legale degli attivisti. "Una sentenza equilibrata, ottima per noi". Parla l'avvocato Caludio Novaro, uno dei difensori dei quattro No Tav assolti dall'accusa di terrorismo. "È accaduto quello che avevamo sempre pensato fin dall'inizio - ha inizio - che l'accusa fosse sproporzionata rispetto ai fatti contestati. Valuteremo ora se partire con un'istanza di sostituzione della misura cautelare", ha concluso.
No Tav, "Non ci fu terrorismo"
Condannati a 3 anni e sei mesi per danneggiamento i 4 attivisti arrestati per l'assalto al cantiere di Chiomonte nella notte tra il 13 e il 14 maggio 2013.
