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Domani i funerali del piccolo Loris

La cerimonia si terrà alle 15 a Santa Croce Camerina. Veronica scrive al marito: "Sono innocente, soffro in carcere". Il padre della Panarello: "Credo in lei, non la abbandonerò mai".

Si terranno domani alle 15 i funerali del piccolo Loris, il bambino di 8 anni della cui morte per strangolamento è accusata la madre Veronica Panarello. Il rito funebre sarà celebrato nella chiesa San Giovanni Battista di Santa Croce Camerina, nel ragusano, e non vi parteciperà la madre Veronica. Nonostante lei insista per potervi assistere, il suo avvocato Francesco Villardita dopo averla incontrata in carcere a Catania ha ribadito che non presenterà l'istanza per "motivi di opportunità". I funerali saranno celebrati dal vescovo di Ragusa monsignor Paolo Urso.   La mamma di Loris scrive al marito. "Caro Davide, sono amareggiata profondamente dal comportamento che hai avuto nei miei confronti. Come puoi credere che io abbia potuto uccidere nostro figlio?". Lo scrive Veronica Panarello, in carcere perchè accusata dell'omicidio del figlio di otto anni, Andrea Loris, in una lettera inviata al marito ieri, nel giorno del compleanno dell'altro figlio della coppia. "Tu sai che mamma sono stata io e quale affetto abbia avuto per i nostri bambini - prosegue la lettera, esclusiva di Newsmediaset e pubblicata sul sito di Tgcom24 -. È un'atroce sofferenza la morte di Loris, così come atroce sofferenza è la mia carcerazione. Mi sento sola e abbandonata da tutti. Oggi è il compleanno del nostro figlio più piccolo ed anche a lui va il mi pensiero. Sono innocente - conclude -, assolutamente innocente. Ti prego di credermi. Io so che tu nel tuo core mi consideri innocente".   Il padre di Veronica: "Credo a mia figlia". "Non abbandonerò Veronica. Mai. Per nessun motivo. Finchè tutto non sarà finito. Credo nell'innocenza di mia figlia. Non può averlo fatto. È ancora una bambina. Anche in carcere rimane la mia principessa, perchè non ha fatto niente". Francesco Panarello ribadisce l'innocenza della figlia Veronica, in carcere con l'accusa di avere ucciso il figlio Andrea Loris Stival, in un'intervista rilasciata a Quarto Grado, in onda stasera su Retequattro. "Veronica è sempre stata una ragazza vivace, tranquilla, amante della famiglia e dei suoi piccoli. Con Lorys era un amore di mamma - aggiunge -. Non c'è mai stato nessun problema: stavamo sempre insieme... cucinavano insieme... Lui diceva: 'Mamma facciamo questo... mamma facciamo quello". Francesco Panarello prosegue raccontando le ore trascorse tra la scomparsa e il ritrovamento di Loris: "Quel giorno sono andato a cercare mio nipote con i cani molecolari, ma non siamo riusciti a trovare niente. Mia figlia mi aveva avvisato che il piccolo era sparito e mi aveva detto: Mi hanno rubato Loris. L'ho vista appena sono arrivato a Santa Croce. Era disperata e le ho detto: Fatti coraggio, lo troviamo. Alla sera eravamo dai carabinieri, in caserma, e ci hanno avvisato che l'avevano trovato. È crollata lì... povera, povera, mamma... Ha fatto un urlo straziante, disumano". "Nei giorni prima dell'arresto, era sempre straziata dal dolore: non mangiava, non beveva, era diventata una larva umana. Voleva andarsene con Loris", racconta l'uomo.   Il contrasto con la sorella. Riguardo alle dichiarazioni della sorella di Veronica ed alle intercettazioni che farebbero intendere che la donna fosse già a conoscenza del luogo del ritrovamento del corpo di Loris, Francesco Panarello afferma: "Dopo tutto l'aiuto che Veronica le ha dato, sua sorella non doveva dire quelle parole. Impossibile... È una stupidaggine che Veronica conoscesse quel posto: non andava a prendere l'acqua, perchè in casa avevamo il pozzo e poi andavo a comprarla al supermercato". "Quando andrò a trovarla in carcere le porterò quello che mi ha chiesto: prosciutto e provola. Vuole tenersi su per difendersi e combattere fino alla fine, perchè è innocente". E commosso conclude: "Loris è sempre nel mio cuore. Mi chiamava sempre nonno Ciccio. È una parola che mi manca tantissimo adesso. Porto sempre con me le sue foto. Rappresentano una famiglia felice che adesso è distrutta".

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