Ai detenuti sarebbe bastato pagare ingenti somme di denaro per ottenere delle perizie psichiatriche e trasferirsi così nella clinica Villa Lauricella. La struttura sarebbe dovuta essere un luogo di recupero dove era possibile scontare una detenzione alternativa al carcere, curarsi e rifarsi una vita. Invece Villa Lauricella sarebbe stata un «parco giochi» per criminali, una clinica nella quale era possibile drogarsi, festeggiare e nascondere ingenti quantitativi di cocaina e armi. «Il modo per entrare era appunto pagare (le rette ndr) triplicate, quadruplicate, cash le perizie psichiatriche». A raccontare questa storia agli inquirenti che cercano di alzare il sipario dietro al quale andava in scena romanzo capitale è Roberto Grilli, il testimone chiave dell’inchiesta «mondo di mezzo». La struttura era già stata al centro di una bufera giudiziaria, terminata con numerose condanne in primo grado. LE FALSE PERIZIE «Lei - afferma Grilli riferendosi ad Annamaria D’Unto, titolare della clinica - diceva agli avvocati: "Dammi 30 mila cash e poi 3 mila al mese e te lo porto qui". Poi si costruiva quella che era la cartella psichiatrica, incompatibilità carceraria, bisogno di assistenza (....) Sapevano quando fare l’istanza, sotto quale giudice, adesso non voglio dire cose più grandi di me - continua a raccontare l’uomo in procura - però mi avevano detto che cercavano il momento giusto per poter presentare la richiesta in maniera che potesse essere accolta con un attimino più di manica larga, magari rispetto ad altri gip». In altre parole, la titolare della clinica si sarebbe fatta pagare salatamente per «creare» perizie psichiatriche in grado di far trasferire i detenuti dai penitenziari alla clinica: «Io sono in grado di tirar fuori chiunque» avrebbe affermato la donna al suo compagno, Paolo Pompeo. L’OFFERTA Proprio grazie a quest’ultimo, nel settembre del 2010, Grilli sarebbe entrato in contatto con la psichiatra. L’uomo si sarebbe rivolto a Grilli: «Hai bisogno di guadagnare? Stranamente è una cosa lecita, ti voglio presentare una mia cara amica». Così l’indagato si era recato in un bar della Prenestina: «Si presenta Anna Dell’Unto, era la titolare di una comunità che si chiamava Villa Lauricella, una comunità per detenuti, un’alternativa alla detenzione in carcere, ci sono una parte di tossici che la Asl paga, gli da il sostentamento». La donna, secondo quanto raccontato da Grilli durante l’interrogatorio «era un’assuntrice di cocaina a livelli industriali, pipperà 10 grammi al giorno«. «Lei disse che la stavano minacciando, che l’avevano messa sotto schiaffo come si dice a Roma – continua a rivelare Grilli agli inquirenti - Lei con questi ci pippava insieme, si faceva dare 10-15-20 grammi ogni volta che andava lì e loro (i detenuti ndr) dovevano fare pippa perché grazie a lei stavano la». «UNA SCENA DA GIRONE DANTESCO» La donna aveva chiesto a Grilli di intervenire perché nella clinica «era veramente come andare a Caracas». Una volta giunto dentro la struttura lo stesso Grilli non credeva ai suoi occhi: «Una scena da girone dantesco (...) c’era un via vai, tutte le sere c’era gente che veniva, si metteva li e pippava, stava la dentro nelle stanze, entrava e usciva come gli pare perché il sorvegliante non era in grado di imporsi (...) In quella comunità succedeva di tutto. Una volta uno degli ospiti della comunità tirò giù da un controsoffitto due pistole. Un’altra volta un altro degli ospiti tirò fuori nel giardino, da un rampicante, un pacco di cocaina. Dell’Unto era a conoscenza di quanto accadeva nella comunità». Nella struttura infatti si sarebbe instaurata una dinamica particolare: gli ospiti di Villa Lauricella avrebbero spacciato cocaina nella clinica per potersi permettere di pagare le rette e le perizie psichiatriche stilate dalla dottoressa: «Grazie agli impicci che facciamo possiamo continuà a sta’ qui - avrebbe raccontato un paziente della dottoressa a Grilli - perché con quello che ci costa lei e tutto, poi le famiglie fuori, se non facciamo gli impicci che facciamo?».
«Dammi 30mila euro ed esci di cella»
Perizie psichiatriche false per far ricoverare i detenuti nella clinica Villa Lauricella
