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Buzzi e l’agriturismo per i profughi

È il business sui migranti uno degli assi portanti del ramo di Mafia Capitale che fa capo a Salvatore Buzzi. E così il ras della cooperative è sempre attivo per trovare nuovi spazi nei quali...

È il business sui migranti uno degli assi portanti del ramo di Mafia Capitale che fa capo a Salvatore Buzzi. E così il ras della cooperative è sempre attivo per trovare nuovi spazi nei quali sistemare migranti e richiedenti asilo che, loro malgrado, erano finiti nelle mani degli uomini (e delle donne) della cricca. Come nel caso di un agriturismo a Sant’Oreste di proprietà della moglie di Marco Placidi, l’architetto che sarebbe finito a busta paga di Buzzi. L’attività di agriturismo, evidentemente, rende meno di quanto la coppia si aspettasse e così la possibilità di vedere le camere piene grazie allo sbarco di famiglie di rifugiati sembra un’ottima via d’uscita. L’appalto in effeti è di quelli gustosi: all’interno della struttura nelle campagne di Sant’Oreste potrebbe ospitare quasi 40 migranti per i quali il progetto Sprar pagherebbe 42 euro al giorno. Siamo nell’ottobre del 2013 e Buzzi si sente al telefono con Franco Figurelli (all’epoca capo segreteria dell’ex presidente dell’assemblea capitolina Mirko Coratti) per avere rassicurazioni sul bando: «Sembra che abbiamo preso 2512 posti più i 500 del comune autonomamente quindi tutti dentro – scrive Buzzi in un sms a Figurelli – però vigila e fai chiedere conferma. Bisogna verificare a chi vanno ora i 500 del comune a chi vanno e li siamo candidati di nuovi»: una parte di questi migranti - trattati come semplice mercanzia - sarebbe destinata proprio alla struttura messa a disposizione dall’architetto Placidi per un affare che come spiega lo stesso Buzzi a Adriana Sposato (membro della coop Abc che si aggiudicherebbe l’appalto) è «trentatre euro e sessanta di cui la metà a noi e la metà a lui» e per le tariffe da inserire nel bando non importa tanto che Buzzi suggerisce alla donna «inventatele tu». L’affare sembra in via di definizione quindi ma qualcosa nella macchina amministrativa del Comune non funziona a dovere e la documentazione per l’accesso allo Sprar manca di alcuni elementi che, di fatto escluderebbe l’affare della cricca che quest’affare però proprio non vuole perderlo, tanto che Buzzi, sentendosi al telefono con Placidi spiega il piano b»: «C’abbiamo due possibilità ora, uno: o chiedi al ministero degli Interni perché non preso in considerazione o sennò... però ce metteremo mesi, o la seconda: siccome c’abbiamo altri flussi noi di immigrati, lo potremmo prende comunque sulla base de quegli accordi che c’abbiamo co’ te e ce metiamo st’altro flusso di di immigrati». L’affare comunque non si è concretizzato.

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