Salvatore Buzzi si muove trasversalmente nella galassia di affari che, grazie a contati importanti e amicizie pesanti, è riuscito a costruirsi in tanti anni al timone di una delle cooperative più importanti della Capitale. E così tra le amicizie e i contatti vantanti dal braccio operativo (sul versante economico politico) di Massimo Carminati, c’è anche il Concorso nazionale servizi, mega cooperativa con sede a Bologna, finita nella maxi inchiesta su Mafia Capitale per via di una serie di appalti sulla raccolta dei rifiuti differenziati, vinti dallo stesso Csn e poi girati direttamente alla coop di Buzzi. Lo stesso Cns di cui Buzzi parlava nei termini: «Io sono messo bene, sto nel consiglio del Cns, dove sono riverito e rispettato. Tutti mi adorano». E in effetti sono tanti gli affari che vedono coinvolto il Consorzio, uno dei quali riguarda uno strano appalto per i servizi di pulizia nell’ospedale di Palmi, ospedale che ricade nel comprensorio di Gioia Tauro, lo stesso paese, feudo del clan Piromalli che fece da tramite con l’associazione romana per evitare problemi agli affari calabresi di Buzzi, e da cui erano partiti Salvatore Ruggiero e Rocco Rotolo, finiti in manette una manciata di giorni addietro per lo scandalo dell’appalto per la pulizia del mercato Esquilino. E proprio a Palmi, il Consorzio Cns, è protagonista di uno strano appalto che, ormai dal 2012, si trascina a forza di proroghe su proroghe. Un appalto da quasi 3 milioni di euro quello che riguarda «il servizio di pulizia e di inservientato delle disciolte Asl 9 di Locri, 11 di Reggio Calabria e 9 di Palmi» per gli ultimi sei mesi del 2014. L’appalto è estremamente oneroso e coinvolge anche la cooperativa "Coopservice", la stessa, per intenderci finita nel rapporto della commissione Basilone che portò, primo caso in Italia, al commissariamento per mafia dell’Asl di Locri. Un appalto dai contorni quanto meno strani quello vinto, negli anni passati dal Cns. Nel 2012 infatti l’amministrazione sanitaria reggina decide che lo stesso contratto è troppo oneroso rispetto al servizio ricevuto e indice un nuovo bando di gara per la riassegnazione del servizio. Peccato però che, dal 2012 ad oggi, nulla sia cambiato e così, di proroga in proroga, la malandata sanità calabrese (che negli ultimi anni, per rientrare dal «buco» di perdite in cui era precipitata ha chiuso o ridimensionato una decina di ospedali sull’intero territorio regionale) ha continuato a elargire montagne di denaro per pulire un ospedale - come quello di Palmi - che oramai da anni ha smesso di ospitare e curare pazienti proprio i conseguenza del ridimensionamento. Qualche giorno fa intanto il nuovo bando di gara ha visto l’apertura delle buste e intanto, in attesa del nuovo aggiudicatario, la sanità calabrese continua a pagare somme da capogiro (l’ultima delibera risale al 5 dicembre, tre giorni dopo gli arresti dell’operazione «mondo di mezzo») al Consorzio legato a doppio filo con il braccio destro del «cecato», Salvatore Buzzi.
Le mani di Buzzi pure sulle Asl calabresi
Il ras delle coop spunta anche nell’appalto per le pulizie di un ospedale di Palmi
