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Il «nero» Carminati cambia carcere «Difesa a rischio»

Massimo Carminati, l’ex estremista nero arrestato per associazione di stampo mafioso nei giorni scorsi, è stato trasferito presso il carcere di Tolmezzo. La conferma viene dal suo difensore, l’avvocat...

Massimo Carminati, l’ex estremista nero arrestato per associazione di stampo mafioso nei giorni scorsi, è stato trasferito presso il carcere di Tolmezzo. La conferma viene dal suo difensore, l’avvocato Giosuè Bruno Naso che così commenta: «Prendiamo atto di questo trasferimento che inevitabilmente finisce per limitare il diritto di difesa perché rende difficile il dialogo tra un indagato e il suo avvocato». Quello di Carminati, comunque, non è stato l’unico trasferimento. Nei giorni scorsi, infatti, Salvatore Buzzi, presidente della Cooperativa 29 Giugno, era stato trasferito in un carcere della Sardegna. Su disposizione del Dap anche il manager Fabrizio Franco Testa è stato portato nel carcere di Voghera. La casa circondariale di Tolmezzo, in provincia di Udine, è un carcere di massima sicurezza. Ospita attualmente 170 detenuti, più della capienza regolamentare fissata a 149 posti. Per i detenuti nei reparti di alta sicurezza non sono consentiti colloqui se non con familiari stretti e con i legali. «Salve, sono quello famoso del momento». Così si è presentato Salvatore Buzzi a Roberto Capelli, deputato nuorese del Cd, componente della Commissione Affari Sociali, che, in visita ispettiva a Badd’e Carros, ha incontrato «per caso» l’uomo della Coop «29 giugno». «Io non sono andato a trovare Buzzi, neppure sapevo che fosse lì - precisa Capelli - Sono andato a vedere le condizioni di quel carcere e quello che ho visto non mi è piaciuto. Ho visitato la struttura, che non esito a definire in condizioni disastrose. Noi, lo Stato, non dobbiamo essere peggiori di chi ha commesso reati», sottolinea. Badd’e Carros è uno dei penitenziari più famosi d’Italia, con detenuti «eccellentI», come Leoluca Bagarella e Antonio Carmine Massaro, rinchiusi in 41 Bis in una cella «di 4 metri quadri in condizioni disumane, con il letto attaccato al piatto del bagno turco». C’è anche Graziano Mesina in As3, «che comunque non ho visto», e ci sono detenuti comuni, anche loro ospitati in condizioni disumane, secondo il deputato: «Ho visto una cella piena di giovani, in condizioni pessime, nonostante la direzione stia cercando di portare avanti interessanti progetti di reinserimento sociale con quelle poche risorse che hanno». Quanto a Buzzi, «dopo che si è presentato mi sono trattenuto in quella cella pochi minuti in più», spiega Capelli. «"A volte si è vittime, io ho dato lavoro a 1.200 persone", mi ha detto mentre prendeva appunti su un quaderno», dice il deputato.

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