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Pochi minuti per strangolare Loris, rivestirlo e metterlo in auto

Le perplessità di Lavorino: non quadrano alcune circostanze che gli investigatori considerano invece certezze assolute

Propongo alcune mie considerazioni perché l'investigazione criminale deve essere affrontata seguendo il principio «freddezza e nessun pregiudizio, non trascurare nulla, non accettare i presupposti incerti, non dare nulla per scontato, valutare tutti i dettagli» questo a prescindere dalla colpevolezza o non di Veronica Panarello, madre di Loris. Premetto che la donna ha sicuramente prodotto dichiarazioni contraddittorie e incoerenti, ma non si deve applicare l'errore di porre la conclusione preferita come presupposto oggettivo, cioè «Veronica mente quindi è colpevole» (si chiama errore logico della petizione di principio). Difatti, Veronica è colpevole se e solo se mente per depistare e coprire sé e/o altri, ed è innocente se e solo se mente perché ricorda male causa lo stress, lo stato psichico sofferente e problematico e qualche ovvio senso di colpa. Gli inquirenti hanno la certezza assoluta (ricavata dall'analisi dei video) che Veronica alle 8.30 sia uscita assieme ai due figli e che un minuto dopo Loris sia tornato a casa perchè «una sagoma compatibile con la fisionomia della vittima ricompare alla vista della telecamera che insiste sull'abitazione»; che alle 8.40 era presso la Ludoteca per lasciare Diego di tre anni; che alle 8.48 ritornava nei pressi dell'abitazione parcheggiando la vettura col dietro rivolto verso l'ingresso del garage condominiale, che entrava nel garage, apriva il portone basculante e risaliva in casa per uscire alle ore 9.24. 36 minuti di cronodinamica omicidiaria! Questo significa che Veronica è tornata a casa convinta di trovarci Loris e fermamente decisa a ucciderlo e trasportarlo in macchina al Vecchio Mulino e che solo per tale motivo introduceva nel garage la Polo nera. Presupposto del ragionamento degli inquirenti è che la sagoma del video sia proprio Loris, per poi ipotizzare che la madre è entrata pronta a uccidere, è salita, ha chiuso la porta, ha stordito il figlio, gli ha legato i polsi con le cinghiette, gli ha posizionato l'altra cinghietta sotto il collo, ha infilato la linguetta nell'estremo con l'orlo ed ha strangolato il povero Loris tirando con forza e malvagità. Che poi ha tagliato le cinghiette dai polsi e dalla gola del piccolo, gli ha tolto gli slip, ha rivestito il corpicino, lo ha composto ed avvolto nel telo, per poi scendere, portarlo in garage usando stratagemmi di autosicurezza e metterlo in macchina. A proposito: alle 9.23 riceveva anche una telefonata dal marito. Qualcosa non quadra: 36 minuti sono veramente pochi; Loris non poteva avere le chiavi di casa, la madre avrebbe pianificato sin da subito l'uccisione, il trasporto e l'alibi... Soprattutto non vi è certezza che la sagoma individuata dagli inquirenti sia Loris, che il luogo del delitto sia la casa di Veronica, che sia sempre la macchina di Veronica ad essere ripresa dalle videocamere... questo per cominciare!

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