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Dal cilindro di Carminati spunta il caso Marrazzo

Il collaboratore Grilli: «Il giorno prima mi diceva: Attento, troppi carabinieri in borghese in zona»

A Roma nord non si muoveva una foglia senza che Massimo Carminati lo sapesse. L’ex estremista di destra aveva persino intuito cosa stava per accadere in via Gradoli. Si trattava dello scandalo che travolse l’ex presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. Secondo Roberto Grilli, lo skipper trafficante di droga che ha rivelato alla procura elementi utili a far partire l’inchiesta che ha sconvolto la Capitale, Carminati era solito sedere davanti al distributore Agip di Corso Francia. Spesso osservava anche le persone che transitavano vicino al negozio di sua moglie, il Blue Marlin, sempre nella stessa zona. «Massimo è uno estremamente scaltro e sveglio - ha testimoniato l’uomo ai pm - Per esempio, quando successe quella cosa di Marrazzo, lui, due giorni prima, mi disse: "Ma state facendo qualcosa qui nel quartiere, qua in zona? Dico "no". "In campana - avrebbe risposto "Il Cecato" - vedo movimenti in borghese, moto, girano, salgono, vanno nella Cassia, riscendono, fanno il giro e ritornano". Due giorni dopo successe quella cosa...non so se erano quelli di Ostia, insomma non mi ricordo se fossero carabinieri o meno, comunque era sempre con molte antenne, uno molto posato....infatti dopo due giorni c’era sto via vai che salivano la Cassia, riscendevano con la moto in borghese, facevano il giretto, ritornavano...mi disse: "stai in campana che si sta muovendo qualcosa di strano». Al "Guercio" bastava guardare la strada per capire cosa accadeva tra le vie del suo quartiere. Aveva un passato importante, era una persona estremamente riservata, un uomo intelligente, scaltro, posato e «con molte antenne», un personaggio che conosce i movimenti delle forze dell’ordine. È questo il ritratto di Massimo Carminati, fornito agli inquirenti da Grilli. I due si erano conosciuti tramite «un suo fratello (di Carminati ndr) - ha rivelato l’uomo in procura - Si chiama Roberto Brugia, è un mio buon conoscente di vecchia data». Grilli aveva tanti amici in quel quartiere: «Io abito al Fleming da diversi anni e da ragazzo conosco più o meno tutti quelli che erano gli estremisti di destra(...) partiti con matrici di militanti di destra e poi riciclati nella malavita comune, diciamo, non finalizzata alla politica». Così aveva conosciuto anche «Il Cecato»: «Io spesso, diciamo, due tre volte la settimana, mi prendevo il caffè con Massimo Carminati». Il presunto boss osservava i movimenti che avvenivano nella sua zona e lo faceva guardando ciò che accadeva davanti al Blue Marilin: «Stava tutto il giorno li, almeno la mattina - ha continuato a raccontare Grilli ai pm - la maggior parte (di tempo ndr.) doveva stare li perché passavano i controlli, in moto, in borghese, per controllare se lui fosse effettivamente li». Davanti al negozio della moglie del presunto boss non dovevano avvenire movimenti capaci di destare sospetto: «Roberto non ti fermare qui se devi fare qualche incontro di qualsiasi tipo, che devi parlare di qualcosa, perché io sono sempre controllato - avrebbe raccomandato Carminati a Grilli - Meglio che non ti fermi vicino al negozio, è meglio che (prendi ndr.) appuntamento da un’altra parte, che è meglio per me e per te».

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