La parola d’ordine è «resistere». In questi giorni di bufera bi-partisan in cui la poltrona più alta del Campidoglio traballa pericolosamente, il sindaco cerca di correre ai ripari con una semplice rotazione dei posti. Obiettivo: scongiurare il temuto scioglimento del Comune di Roma. Per questo, a quattro giorni dalla pubblicazione dell’inchiesta su Mafia Capitale, e premessa «la straordinarietà e la rilevanza degli eventi connessi alle indagini della Procura della Repubblica di Roma, che interessano l’amministrazione capitolina in queste ore, coinvolgono anche le strutture amministrative dell'ente, e le funzioni nevralgiche da loro assicurate», Ignazio Marino ha dato «specifiche disposizioni per procedere tempestivamente a un adeguato riordino, a cominciare dagli incarichi apicali di tutte le strutture, proseguendo con l’applicazione del principio della rotazione già avviato da mesi, nel rispetto della competenza curricolare». Marino ha anche parlato del finanziamento ricevuto da Salvatpore Buzzi, amministratore del consorzio Eriches: «Durante la mia campagna elettorale abbiamo raccolto delle donazioni in maniera trasparente, che sono tutte documentate e registrate nei documenti della Corte dei Conti - ha spiegato - Io non sapevo, quando sono entrato in campagna elettorale, più di un anno e mezzo fa, che Buzzi era un criminale, perché non sono un investigatore». Intanto i tre membri del Partito democratico coinvolti nell’indagine si sono autosospesi dal partito. Ne ha dato notizia, con un tweet, il presidente del Pd Matteo Orfini, che li ha ringraziati e gli ha augurato «di riuscire a dimostrare la propria estraneità a questa storia». Ma non tutti nel Pd sono solidali con il primo cittadino della Capitale. Anche se sottolinea che «lo scioglimento di un comune è sempre un atto grave, figuriamoci quello della capitale», la presidente della Commissione antimafia preica però che «al tempo stesso però ci sono le condizioni per avviare tale procedimento. La legge prevede in questi casi una commissione di accesso - continua Rosy Bindi - io credo che lo stesso sindaco di Roma dovrebbe chiedere di essere affiancato da un commissario affinchè si possano trovare gli "invisibili"». Meno diplomatici i leader del M5S, quello palese e quello un po’ più in ombra: Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio chiedono al Prefetto «di valutare con urgenza la possibilità di sciogliere il Comune di Roma per infiltrazioni mafiose e poi andare al voto», e al sindaco Ignazio Marino che «continua a difendere la sua Giunta, diciamo che ora è il momento della responsabilità: faccia un passo indietro per il bene della sua città e del Paese tutto». La rotazione, ,invece, trova favorevole il viceministro delle Infrastrutture: «Bene l’idea di Marino di far ruotare i massimi dirigenti, ma mi permetto di segnalare le aziende della capitale che si occupano di servizi pubblici, a partire da quella impegnata nel trasporto, non proprio modello di efficienza», afferma il segretario del Psi Riccardo Nencini. Intanto ci sono già le prime ricadute locali della maxi-inchiesta della procura capitolina. La Direzione ambiente e territorio del X Municipio ha fatto sapere di aver «revocato gli appalti alla Cooperativa sociale 29 giugno, relativi al servizio di pulizia, manutenzione ordinaria e straordinaria del lotto 2 della spiaggia libera di Castelporziano, e quello delle potature di via di Castelfusano e della via del Mare». Ha, inoltre, «sospeso tutte le procedure negoziali in corso», procedendo alla «ulteriore verifica delle gare di appalto, per la trasparenza e la legalità». E «Anffas Ostia Onlus» chiede all’assessore al Welfare del X Droghei «la revoca in autotutela del bando e/o la conferma pubblica, già anticipata dall’Assessore ai lavoratori di Anffas e non solo, che sarà bandita una nuova gara per AEC 2015-2016».
Anticorruzione. Il piano di Marino
Il sindaco di Roma fa ruotare le poltrone. «Da Buzzi soldi leciti per la mia campagna»
