Tornano protagoniste in maniera drammatica le fascette di plastica da elettricista nel caso dell'omicidio di Andrea Loris Stival. Fascette uguali a quelle consegnate dalla madre del piccolo alla maestre sarebbero state utilizzate, infatti, secondo indiscrezioni, anche per legare i polsi del bimbo di 8 anni, probabilmente prima che fosse ucciso. Nel corso dell'autopsia, sarebbero stati individuati graffi compatibili con i segni lasciati sul collo dalla fascetta usata per strangolare la piccola vittima. Auto della madre vicino al Mulino: è giallo sui tempi. Un altro dettaglio metterebbe in dubbio la versione della madre. Un video immortala la Polo nera della donna a circa 50 metri dall'area di Mulino vecchio, dove è stato recuperato il cadavere di Loris e dove la vettura non si sarebbe dovuta trovare secondo la ricostruzione della mamma: la macchina, questo il dato nuovo, impiegherebbe nove minuti per attraversare l'area, molto più del tempo necessario. Peraltro, a far traballare la ricostruzione della donna ci sarebbe anche un buco temporale: Veronica Panarello, secondo gli investigatori, sarebbe rimasta per 36 minuti a casa con il figlio, dalle 8,49 alle 9,20 circa. Il bambino, uscito da casa, avrebbe fatto ritorno all'interno dell'abitazione alle 8,32. Si è proceduto all'acquisizione del Gps dell'auto per ulteriori verifiche. La donna, che sostiene di aver lasciato Loris a scuola sabato mattina e di essere poi andata a un corso di cucina al castello di Donnafugata, in una delle occasioni in cui è stata ascoltata dagli inquirenti, avrebbe detto di non essersi fermata con la macchina davanti alla scuola, ma di aver fatto scendere il figlio in una traversa laterale. Versioni su versioni che alimentano i dubbi sulla fine di Loris che è probabile che fosse ancora vivo quando è stato gettato nel canalone, dopo essere stato strangolato con una fascetta di plastica. E fascette da elettricista il papà di Loris, su richiesta della mamma, ha consegnato alle maestre sostenendo che sarebbero dovute servire al bambino nei lavori in classe. Ma un'altra smentita è giunta dalla dirigente della scuola "Falcone e Borsellino", Giovanna Campo, secondo cui che non era previsto il loro utilizzo a scuola. Fascette che sarebbero compatibili con quella utilizzata per uccidere Loris. La madre: "Sono innocente". "Io ho detto la verità, sono innocente, qui sono tutti contro di me". Veronica Panarello, la madre del piccolo Andrea Loris Stival, non ce la fa più, "assediata" dalle domande degli inquirenti e dai media. Per questo si affaccia dal balcone di casa, a Santa Croce, camerina e urla, urla contro tutti: "Sono innocente". Carabinieri e polizia stanno passando al vaglio ogni minimo dettaglio delle dichiarazioni della donna, che presentano molte incongruenze. La versione mamma sarebbe stata smentita smentita dai video: l'auto infatti non sarebbe mai arrivata davanti alla scuola del bambino. Le indagini proseguono: caccia allo zainetto di Loris. Prosegue senza sosta il lavoro di polizia e carabinieri per ritrovare lo zainetto del piccolo Loris. Questo permetterebbe di scoprire uno degli elementi fondamentali riguardo sparizione e successiva morte del piccolo lo scorso 29 novembre. Per tutta la giornata un elicottero ha sorvolato il comune di Santa Croce Camerina e l'area in cui è stato ritrovato il corpo senza vita del bambino, in contrada Mulino Vecchio. Le ricerche non sono più soltanto via terra ma anche dall'alto. L'attività degli investigatori si concentra sull'itinerario seguito dalla madre. Per Orazio Fidone, il cacciatore che ha ritrovato il corpo del bambino, gli investigatori sono «sulla strada giusta». L'uomo, indagato per atto dovuto per sequestro di persona e omicidio, è tornato a parlare in piazza, dicendosi «sereno».
Loris, l'auto della madre vicino al mulino
La macchina ripresa a 50 metri dal luogo del ritrovamento del bimbo. L'autopsia: aveva i polsi legati. Caccia allo zainetto con gli elicotteri. La donna: "Ho detto la verità" Il cacciatore: indagini sulla strada giusta Il giallo delle fascette<
