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Ebola, il medico di Emergency ricoverato in Rianimazione

Si aggravano ancora le condizioni del paziente. Ha superato la notte grazie ad una macchina che lo aiuta a respirare

Si aggravano ancora le condizioni del medico italiano di Emergency ricoverato all'ospedale Spallanzani di Roma dopo essere stato contagiato dal virus Ebola. L'uomo ha superato la notte grazie ad una macchina che lo ha aiutato a respirare. Ma se in un primo momento la task force aveva deciso di curarlo nello speciale reparto allestito per lui, alla fine ha deciso di trasferirlo in quello di terapia intensiva (tutti gli altri pazienti sono stati spostati). Segno evidente che la situazione, anche se al momento sembrerebbe essere stazionaria, è decisamente peggiorata.  Già ieri pomeriggio la febbre era salita mentre erano aumentate le difficoltà a respirare autonomamente (il che aveva reso necessario l'assistenza con macchine). La prognosi rimane riservata. «Stiamo tutti pregando per questo nostro medico. Sappiamo che questa settimana è cruciale nella lotta alla malattia», aveva affermato nella serata di ieri il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. In apprensione la moglie e le due figlie. Preoccupati i colleghi dell’ospedale Umberto I di Enna dove l’infettivologo lavora. Il medico si è contagiato lavorando come volontario nel centro di Emergency a Lakka, in Sierra Leone, curando pazienti affetti dalla febbre emorragica. In Africa è arrivato il 18 ottobre, dopo una missione in Iraq. A Lakka è rimasto poco più di un mese, finché non ha scoperto di essersi contagiato.

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