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Incubo vaccini anti-influenzali. Ancora una morte sospetta

La Regione Umbria comunica il decesso di una donna di 83 anni: "La dose somministrata non apparteneva ai lotti segnalati dall'Aifa". Ora i casi salgono a 13

Ancora una morte sospetta. Stavolta a Spoleto. E ancora una volta a finire sul banco degli imputati è il vaccino anti-influenzale Fluad della ditta Novartis. La comunicazione ufficiale arriva dalla Direzione alla Sanità della Regione Umbria: "In data 26 novembre è avvenuto a Spoleto il decesso di una paziente di 83 anni, presso la propria abitazione, a distanza di 24 ore dalla somministrazione di vaccino antinfluenzale Fluad della ditta Novartis. La paziente era affetta da gravi patologie, per le quali assumeva molti farmaci". Insomma, come negli altri casi, la relazione tra il vaccino e il decesso è tutto da dimostrare. Di sicuro c'è, e non è una buona notizia, che "il vaccino influenzale somministratole non appartiene ai due lotti segnalati dall'Aifa, che non sono stati acquistati né distribuiti da nessuna Azienda sanitaria dell'Umbria. Sebbene apparentemente la morte non sia immediatamente correlabile alla somministrazione del vaccino, il medico curante ha proceduto correttamente a segnalare l'accaduto". A questo punto la Direzione regionale "attende di conoscere dall'Aifa eventuali provvedimenti da adottare. Si ritiene importante precisare che finora nessuno degli accertamenti avviati dalla casa farmaceutica, né dall'Istituto superiore di Sanità e da Aifa ha stabilito una qualche forma di correlazione tra la somministrazione del vaccino e i decessi accaduti. Tutte le segnalazioni finora effettuate hanno quindi significato precauzionale"./p>

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