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Trovato morto il bimbo scomparso nel Ragusano

In un mulino a Scoglitti. Il cadavere del piccolo di 8 anni scoperto da un cacciatore. La mamma lo aveva accompagnato a scuola ma non è mai entrato in classe

E' finita nel peggiore dei modi per il bimbo di otto anni che questa mattina era scomparso da Santa Croce Camerina (Ragusa). Il cadavere del piccolo, che intorno alle 8 era stato accompagnato dalla madre a scuola, ma che in classe non è mai entrato, è stato trovato in un mulino abbandonato, a Scoglitti. A lanciare la segnalazione è stato un cacciatore poco dopo le 16.30. Le ricerche erano iniziate dopo l'allarme della madre che all'orario di uscita dalla scuola, alle 12.45, non aveva trovato il figlio. E' così scattata una vasta battuta in tutta la zona con le unità cinofile. Fino alla terribile scoperta nel pomeriggio. Sul posto, a Scoglitti Punta Braccetto, vicino al mare, i carabinieri per i rilievi. Si sono recati lì anche i genitori straziati.     Il corpo del bimbo trovato da un cacciatore. E' sconvolto Orazio Fidone, il cacciatore che ha scoperto il corpo del piccolo di 8 anni che stamattina non è entrato a scuola nel Ragusano. E' quanto racconta l'uomo in esclusiva all'Ansa. "Ero a casa seduto sul divano davanti la televisione - racconta - e mia moglie mi ha chiesto di organizzarmi con altri cacciatori, come me, per cercare il bambino. E così ho fatto. Mi sono diretto da solo, in attesa di coinvolgere altre persone, d'istinto, verso la zona del Vecchio mulino. Mi sono affacciato su un canalone tra le canne - ricostruisce - e ho visto il corpo del bimbo esamine".     Ipotesi pedofilia tra le piste seguite. I militari dell'Arma escludono l'incidente: "Qualcuno potrebbe averlo portato lì, ma dobbiamo essere cauti. Tra le piste seguite c'è anche quella pedofilia", spiega il comandante provinciale dei carabinieri di Ragusa Sigismondo Fragassi. Il piccolo frequentava la terza elementare e adesso a scuola e l'intero paesino del Ragusano, è piombato nell'angoscia. La preoccupazione, dopo l'allarme della mamma all'uscita dal plesso scolastico, con il passare delle ore era cresciuta anche perché i compagni e la bidella hanno spiegato di non ricordare di aver proprio visto oggi Andrea Loris Stival. Il padre del piccolo è un camionista di 30 anni che lavora nel Nord Italia, mentre la madre, 25 anni, è una casalinga. I carabinieri hanno visionato le immagini dell'impianto di videosorveglianza della scuola elementare e fatto annusare ai cani il pigiama che il piccolo aveva indossato la notte prima. Già altre volte il bimbo non era entrato a scuola e si era allontanato. Questa volta, però sarebbe successo qualcosa di brutto. Il vecchio mulino abbandonato si trova a tre, quattro chilometri dalla scuola. "Pensiamo che il bimbo - aggiunge il comandante provinciale dei carabinieri - non sia arrivato lì da solo. Stiamo valutando vari elementi, comprese le immagini che potrebbero avere registrato i sistemi di videosorveglienza. Riteniamo che si tratti di un fatto cruento". Sul luogo del ritrovamento anche la polizia scientifica. Le indagini sono coordinate dal procuratore Carmelo Petralia e dal sostituto Marco Rota. "La nostra comunità è a lutto. L'intero paese si era mobilitato. Siamo tutti sconvolti e tristi", dice il sindaco di Santa Croce Camerina Franca Iurato.

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