Da tecnico di Medicina legale di Roma, discendente di una schiatta che ha trattato morti più e meno illustri e anche salme di Papi, a «orco di famiglia», quasi un torturatore. Lui è Angelo Signoracci, 63 anni. È sospettato di aver costretto la moglie peruviana, di vent’anni più giovane, ex badante della madre di lui al piano di sotto, e la figlia di 17 anni, a subire «ingiurie, minacce e percosse», per non parlare delle loro condizioni di vita: praticamente delle recluse. Un inferno per costringere la consorte a lasciare l’appartamento. Ieri l’uomo è stato arrestato dalla polizia su ordine del Tribunale e richiesta della magistratura. Le accuse: maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Secondo investigatori e inquirenti, avvenuti non una volta sola ma più volte nel tempo, in teoria da quando i due si sono sposati. Gli agenti sono andati a prendere Signoracci nella sua abitazione nella periferia sud della Capitale, alla Garbatella. Circa in due mesi i poliziotti del Commissariato Colombo hanno portato avanti l’inchiesta. La vicenda penale è partita da un referto medico arrivato dall’ospedale dove la donna era stata medicata per aver subito (pare) alcune percosse. Gli agenti l’hanno invitata in ufficio e lei ha cominciato a raccontare. Non subito però. All’inizio sembra fosse restia. Non voleva mettere nei guai il marito. In passato ci aveva già provato rivolgendosi ai carabinieri della Stazione Garbatrella, ma in seguito aveva sempre ritirato le accuse. Poi ha riferito l’incubo. Ha detto che all’inizio lui si comportava da innamorato. Lei frequentava un corso da estetista, lavoro che svolgeva anche nel suo Paese. In seguito il cambiamento. I fatti sono da brivido. Il quadro che è venuto fuori avrebbe descritto un uomo che nel privato si sarebbe comportato da «mostro». Non provvedeva al mantenimento di moglie peruviana e figlia minorenne, toglieva loro i mobili, le posate, il televisore, tavolo e letto, costringendo la donna a dormire sul pavimento. Lei e la ragazza dormivano in uno stanzino senza finestre: la figlia nel lettino e la moglie in un giaciglio di fortuna, una trapunta che fungeva da materasso. Quando doveva studiare, la giovane non si sedeva al tavolo, era costretta a sdraiarsi a terra. I mobili, le stoviglie e i viveri sottratti dall’abitazione coniugale venivano rinvenuti in altre abitazioni di sua proprietà accatastate alla rinfusa. Nel frigorifero c’era soltanto una mela e due bottiglie. E la roba, che fine aveva fatto? I poliziotti l’hanno trovata a casa della madre di lui defunta e ion parte nel suo studio. Anche ieri, prioma dell’arresto m la poveretta si è preoccupata di lui: «Davvero viene arrestato? Mi dispiace». La polizia ha entito anche chi conosceva la coppia. Di lui c’è anche chi ha parlato bene, rimanendo allibito di fronte alle ipotesi di accusa. Anche la sua ex moglie e la figlia trentenne sono rimaste soprese. La verità al processo.
Arrestato l’«imbalsamatore» dei Pontefici
Angelo Signoracci, 63 anni, accusato di aver picchiato moglie e figlia minorenne
