Arrivano i droni «Predator» dell'Aeronautica militare in ausilio a lla Polizia di Stato e ai Carabinieri per le loro attività istituzionali. Dai cieli delle zone di conflitto bellico, i velivoli senza pilota, su richiesta delle forze dell'ordine, potranno volare anche sopra le città italiane ed essere utilizzati anche per attività di ricognizione e monitoraggio in occasione di grandi eventi. I protocolli d'intesa, frutto di una sinergia e di un processo di analisi già in atto tra comparti della Pubblica Amministrazione, verranno siglati dal Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare, Gen. S.A. Pasquale Preziosa, con il Capo della Polizia Prefetto Alessandro Pansa, e con il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Leonardo Gallitelli. Già in passato il drone Predator è stato impiegato anche in Italia per esigenze di sicurezza nazionale e di protezione civile nel corso di alcuni grandi eventi, come il vertice intergovernativo italo-russo di Bari del marzo 2007 e il «G8» dell'Aquila del luglio 2009, grazie ad apposite ordinanze d'urgenza dei Prefetti delle due città ed in stretto contatto con l'Enav per i necessari coordinamenti col traffico aereo generale, ovviamente sottoposto a precise limitazioni per la chiusura dello spazio aereo in quelle aree. In qualche occasione, il «Predator» è stato impiegato anche in attività di polizia giudiziaria, per il controllo del territorio, su autorizzazione del Pubblico Ministero competente e sempre coordinata con gli enti del controllo del traffico aereo civile.
Un drone «agente» nei nostri cieli
Potranno essere utilizzati per attività di ricognizione in occasione di grandi eventi
