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Tor Sapienza, Alfano difende il prefetto

Il prefetto ha fatto il possibile per sistemare gli stranieri nella Capitale. I romani non sono razzisti, ma solo stanchi. E non ci sono elementi che nella rivolta di Tor Sapienza abbiano avuto un...

Il prefetto ha fatto il possibile per sistemare gli stranieri nella Capitale. I romani non sono razzisti, ma solo stanchi. E non ci sono elementi che nella rivolta di Tor Sapienza abbiano avuto un ruolo formazioni di estrema destra. Il ministro dell’Interno risponde nell’aula della camera alle domande sugli incidenti in alcune periferie della Capitlae. «Il prefetto di Roma ha tentato in tutti i modi di spiegare di tenere conto delle specificità dei territori, evitando contesti caratterizzati da situazioni ambientali particolarmente ostili. Ha agito tentando in ogni modo di prevenire, nei limiti delle competenze tra prefetto e sindaco, il tema delle eccessive concentrazioni in singoli quartieri e comuni», di immigrati, spiega Angelino Alfano. Secondo Alfano, il mercato immobiliare «induce ad affitti più favorevoli che inevitabilmente coincidono con contesti più degradati e meno serviti. Una intelligente strategia di distribuzione degli stranieri - ha aggiunto - deve certamente farsi carico della sostenibilità delle scelte e del loro impatto territoriale, se non si vuole trasformare la questione immigratoria in un fattore di instabilità». Una cosa è certa: i romani «non sono razzisti ma sono stanchi, molto stanchi». Infine, «al momento non sono emersi elementi di riscontro circa la presenza all'interno delle frange più violente di soggetti appartenenti ai movimenti dell'estrema destra romana, né tantomeno di aderenti alle formazioni ultras della tifoseria capitolina», ha riferito Alfano in riferimento agli scontri dell'11 novembre a Tor Sapienza.

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