Attualità

La rivolta degli infermieri in trincea

Il virus rischia di mettere in ginocchio lo Spallanzani perché manca personale

Ebola rischia di mettere in ginocchio lo Spallanzani perché manca personale. La denuncia arriva dai sindacati degli infermieri. «La presenza di virus Ebola nei processi lavorativi dell’istituto rappresenza una evenienza possibile anche se remota e al contempo un rischio elevato, grave e specifico», scrivono i Cobas sanità, che al commissario straordinario dello Spallanzani Valerio Fabio Alberti chiedono il riconoscimento di lavoro a rischio e la mappatura dell’intensità del rischio stesso. «Ogni 32 posti letto - raccontano gli infermieri - servono 27 operatori. Ora siamo in 22». «Siamo preoccupati anche se per assistere il paziente affetto da Ebola è stata creata un’apposita task force addestrata nelle procedure necessarie ad evitare il contagio - rincara la dose Adriano De Iuliis, segretario del Nursind - Manca personale. Le infermiere in maternità non vengono sostituite e non ci sono assunzioni neppure quando se ne vanno i colleghi con contratto a tempo determinato». «Questo comporta l’allungamento, anche oltre i limiti consenti dalla legge, dell’orario di lavoro», incalza De Iuliis. «Siamo arrivati a stare in corsia fino a 17 ore consecutive. Con conseguente accumulo di stress e stanchezza». E dove c’è stress, fanno capire i camici bianchi, l’errore è in agguato. Un rischio che non si può correre con il virus della febbre emorragica. Al Ministero della Salute il sindacato chiede lo «sblocco del turn over» in modo da permettere l’integrazione degli organici. E protestano pure gli infermieri dei vicini ospedali San Camillo e Forlanini: «C'è un pò di tensione tra i tecnici e i biologi, anche dal momento che le strutture sono divise soltanto da un cancello. Ma se dallo Spallanzani invieranno campioni per le analisi al San Camillo, gli operatori sono pronti. Questa è un'emergenza nuova ma i sistemi per proteggersi ci sono».

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