PALERMO Gettata ancora viva tra i rifiuti di un cassonetto, come un qualsiasi scarto indifferenziato. Lasciata ad agonizzare di freddo e di fame, con il cordone ombelicale ancora attaccato, quando sarebbe bastato partorire nel più completo anonimato o lasciare quella neonata poco più in là, in una di quelle culle per la vita, moderna versione della ruota degli esposti, che si trova, ironia della sorte, anche all’ospedale Civico dove la bambina si è spenta. La storia dell’ennesimo infanticidio, dell’ennesima neonata buttata come uno straccio in mezzo all’immondizia arriva da Palermo e ha destato grande commozione. La piccola è stata scoperta in un cassonetto di via Ferdinando De Giorgi, nei pressi dell’ex Motel Agip, nella zona della Circonvallazione, da un barbone che stava rovistando tra i rifiuti in cerca di un po’ di cibo da recuperare quando ha sentito i vagiti, ormai flebili, della bambina. Ha avvertito due passanti che hanno immediatamente chiamato il 118. In poco tempo è arrivata un’ambulanza che ha trasportato la neonata, ormai cianotica, nel reparto di Neonatologia del Civico ma a nulla sono valsi i tentativi di rianimarla. La Procura ha aperto un’inchiesta e ha disposto l’autopsia. La piccola era avvolta in un lenzuolino all’interno di un borsone rosso dentro il quale sono stati trovati anche una scarpa da adulto e un paio di forbici, presumibilmente utilizzate per recidere il cordone ombelicale. La donna, una trentenne palermitana, madre di altri figli, residente a Gemona del Friuli, secondo quanto si apprende, forse presa dal rimorso si sarebbe presentata nella tarda serata di ieri all'ospedale «Cervello» di Palermo, consegnandosi ai carabinieri che l'hanno presa in custodia. I militari e la procura avevano chiesto la collaborazione della cittadinanza perchè fosse fornita ogni informazione utile. Secondo quanto raccontato, avrebbe partorito all'alba, e poi presa dal panico, credendo che fosse morta, l’ha gettata nel cassonetto avvolta in un lenzuolo e posta dentro un borsone rosso, in via De Giorgi, nella zona della Circonvallazione. I carabinieri hanno visionato le riprese di tutte le telecamere dei negozi e delle banche della zona e stavano cercando di risalire alla persona che ha buttato via la piccola. La piccola, di carnagione chiara «è apparentemente di nove mesi - spiega il direttore sanitario di presidio Rosa Mancuso - È arrivata alle 11.25 con un’ambulanza. I medici hanno continuato le manovre rianimatorie iniziate sul posto ma sono state inutili e alle 11.45 ne hanno constatato il decesso». «Ancora una volta siamo testimoni del triste ritrovamento di un neonato abbandonato nel cassonetto delle immondizie - ha detto Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita - Siamo profondamente rattristati per la misera fine di questa bambina che avrebbe potuto probabilmente essere salvata se la madre avesse incontrato persone solidali e capaci di pronunciare parole di vita. Siamo rattristati anche dal luogo simbolico scelto dalla madre o da chi per lei per sbarazzarsi della bambina. Le immondizie sono l’immagine dell’ultima povertà, dell’inutilità estrema. E quello che ha creato una certa cultura è proprio l’identificazione del bambino con l’inutile, il non umano, l’oggetto che si può gettare tra i rifiuti. Non a caso qualcuno, in giro per il mondo, comincia ad ipotizzare l’aborto post nascita per liberarsi di bambini malati, casualmente sfuggiti agli accertamenti pre-natali».
Neonata buttata viva nel cassonetto
Trovata da un barbone tra i rifiuti in un borsone. È morta in ospedale. La donna, una trentenne del luogo, si è costituita nella serata ai carabinieri
