E' atterrato alle 6 di questa mattina a Pratica di Mare il Boeing KC-767 del 14° Stormo dell'Aeronautica Militare con a bordo il medico italiano di Emergency contagiato dal virus Ebola mentre lavorava come volontario in Sierra Leone, presso il Centro per malati di Lakka. Il dottore - siciliano, 50enne - ha viaggiato all'interno di una speciale barella isolata avio-trasportabile ed è stato assistito durante il volo di trasferimento, della durata di circa 6 ore e 30 minuti, da un team medico dell'Aeronautica Militare specializzato in bio-contenimento, composto da circa 25 persone tra medici, specialisti e personale di bordo. Ad attendere il medico contagiato un'ambulanza, equipaggiata anch'essa in biocontenimento, dell'Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma, per il ricovero. Ora c'è da sperare che vada tutto per il meglio. La capacità di effettuare trasporti di malati altamente infettivi attraverso l’utilizzo di speciali barelle isolate è una peculiarità detenuta in Europa esclusivamente dall’Aeronautica Militare e dalla Royal Air Force. Le ultime attività di addestramento in ordine di tempo si sono svolte proprio presso l'aeroporto militare di Pratica di Mare, con lo Spallanzani, e presso l'aeroporto di Malpensa con l'ospedale Sacco. "Tutta l'operazione si è svolta come pianificato e secondo le procedure per le quali siamo addestrati ad operare", ha dichiarato il Colonnello Roberto Biselli , capo del team di bio contenimento dell'AM. "In ogni momento è stato possibile assistere, in condizioni di massima sicurezza, il paziente, che è risultato tranquillo lungo la rotta". Il medico ai familiari: "State tranquilli". Prima di partire, il medico ha contattato i suoi familiari. Poche parole: "Tesoro stai tranquilla: è tutto sotto controllo. Io mi sento bene e sarò assistito e curato nel migliore dei modi. Mi senti? Se ti sto parlando vuol dire che è tutto ok. Arriverò in Italia con tutte le precauzioni possibili", ha detto alla figlia maggiore. L'uomo, risultato positivo al test, ancora non presenta i sintomi della malattia. "La situazione è sotto controllo. Il paziente non avrà contatti né con i medici, né con gli infermieri. Tanto meno con la popolazione. Non c'è pericolo. L'ospedale Spallanzani è un centro di eccellenza a livello europeo", ha detto la ministra della Salute Beatrice Lorenzin. "Vogliamo rassicurazioni vere, e non c'è stato contatto con i ministeri degli Esteri e della Salute... Non abbiamo parlato" neanche "con Strada ma con una ragazza molto gentile, lo dico senza polemica. Avranno tutti tante cose a cui pensare. Però noi vogliamo notizie certe". Così la moglie del medico in un'intervista al Corriere della Sera. Specialista in infettivologia e dirigente dell'ospedale Umberto I di Enna. Qui i colleghi lo descrivono come un professionista molto esperto. A settembre aveva chiesto alla direzione l'aspettativa per potere prestare la sua opera con Emergency. Prima di lavorare in Sierra Leone, aveva per un periodo prestato la sua opera in un ospedale di Emergency nel Kurdistan. Il medico avrebbe dovuto rientrare in servizio a Enna ai primi di dicembre. La conclusione del suo periodo di volontariato in Africa era prevista per il 28 novembre. Non era mai stato in Africa. Il medico sembra essere in buone condizioni generali, cammina, mangia e beve da solo. Il bollettino dello Spallanzani: "Buone condizioni". Le sue "buone condizioni generali" sono confermate anche dal bollettino medico. Però al suo arrivo allo Spallanzani "presentava febbre e brividi", con "malessere generale e iperemia congiuntivale". Lo ha reso noto il dottor Emanuele Nicastri, infettivologo del nosocomio, durante la prima conferenza stampa dopo il ricovero. Ancora ha febbre alta, a 39 gradi e le sue condizioni sono stabili. Adesso è in cura "con un farmaco sperimentale", un "trattamento antivirale specifico con un farmaco non registrato in Italia autorizzato con un'ordinanza dell'Aifa su indicazione del ministro della Salute". "ll medicinale - ha specificato il direttore scientifico dello Spallanzani, Giuseppe Ippolito - rientra nell'elenco di farmaci che l'Organizzazione mondiale della sanità" ha indicato come trattamenti possibili per l'Ebola ed "è per la prima volta utilizzato in Italia. È stato però già usato in Ebola all'interno della rete clinica coordinata dall'Oms e che riunisce tutte le strutture che hanno trattato almeno un paziente" con Ebola, "sia in Usa che in Ue". Il trasporto verso l'ospedale è avvenuto "secondo i protocolli previsti. Il paziente è stato monitorizzato durante tutto il trasporto aereo durato 6 ore, senza nessuna criticità. Alla partenza dalla Sierra Leone il paziente presentava condizioni di stabilità clinica", comunica il bollettino del Ministero della Salute. Centri infettivologia pronti: "Italia attrezzata".« Ebola preoccupa ma gli specialisti della Simit (Società Italiana di malattie Infettive e Tropicali), per bocca del Presidente Massimo Andreoni rassicurano sul caso, peraltro non escluso mai nei precedenti appelli. Il medico di Emergency, secondo quanto si è appreso, non ha avuto alcun problema durante il viaggio, compiuto all'interno di una speciale barella isolata avio-trasportabile. Anche l'ambulanza è stata appositamente equipaggiata in biocontenimento. Il trasbordo del paziente dalla barella aviotrasportabile a quella dell'ambulanza è avvenuto anch'esso in stato di completo isolamento». Così in una nota Simit. «Relativamente al primo caso di Ebola in Italia - precisa il Prof. Massimo Andreoni, presidente della SIMIT (Società Italiana di malattie Infettive e Tropicali) - è accaduto quanto era stato più volte ipotizzato: l'arrivo di un operatore sanitario che si è ammalato in uno dei paesi in cui è presente attualmente l'epidemia. Sicuramente, così come è accaduto non solo in USA e Spagna, ma anche in due stati africani quali Nigeria e Senegal, l'Italia ha tutte le attrezzature e competenze necessarie per trattare al meglio il singolo caso e per evitare la propagazione dell'infezione. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, d'intesa con il presidente del Consiglio, i ministri della Difesa, degli Affari Esteri e della cooperazione internazionale e dell'Interno, ha dato disposizioni immediate per organizzare il trasferimento e il trattamento del medico italiano E l'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma è pronto da tempo ad accogliere eventali casi accertati di pazienti colpiti. Sono operatori addestratisi in questi mesi, i medici e il personale sanitario sono pronti per dare tutta l'assistenza necessaria - conclude Andreoni - Dal trasporto con un'ambulanza ad alto isolamentio alle cure. I medici che cureranno il malato si chiamano Emanuele Nicastri e Nicola Petrosillo, che è l'infettivologo responsabile dell'unità di crisi».
È arrivata. Ebola sbarca a Roma FOTO VIDEO
Il medico italiano infettato in Sierra Leone atterrato a Pratica di Mare Così è stato trasportato dall’Aeronautica I sei angeli custodi
