«"Norme giuridiche fasciste che colpiscono come vilipendio delle istituzioni i reati di opinione". Il presidente della Repubblica lo scriveva sull'Unità del Pci il 20 febbraio 1974. Prima della sue dimissioni, Giorgio Napolitano ha il dovere morale di spiegare al popolo italiano se questo è ancora il suo pensiero e perché non ha pronunciato una sola parola sul mio processo su fatti politici del 2007». Lo scrive, a seguito della condanna per vilipendio, Francesco Storace nel corsivo de «Il giornale d'Italia». «Nel 2009 e poi a più riprese attraverso altri autorevolissimi interlocutori, non ultimo quanto sta nell'agenda del Colle dello scorso 29 settembre, ore 16, il capo dello Stato ha sempre fatto sapere di considerare chiusa la polemica dopo la mia iniziativa, unilaterale e a questo punto anche abbastanza ingenua, di riconoscere di aver ecceduto, volendo rispettare chi rappresenta la Nazione», spiega il leader de La destra. «Invece, Napolitano è stato zitto. Silente, in maniera incomprensibile al punto da sembrare di voler apparire vendicativo nei miei confronti. I discendenti del suo partito d'origine hanno sabotato in tutti i modi l'approvazione di una modifica legislativa che abrogasse o cambiasse la natura del reato», prosegue Storace. «Il ministro della Giustizia, anch'egli discendente da quella cultura politica, non ha mosso un dito, lasciando solo me a processo e non so se qualche altro pesce piccolo, ma evitando di far rispettare da tutti e non solo da uno le norme previste dall'art. 278 del codice penale. Eppure, tutti giuravano - al Colle - che non ci sarebbero stati ostacoli legislativi. Di chi offendo prestigio e onore se dico che questa è stata una storia di indegne bugie istituzionali? E, senza per ora dire una sola parola di più, di sentenze »previste« nei dettagli persino nelle modalità di esecuzione? È Napolitano che deve chiarire. Anche se glielo chiede un pregiudicato. Toglierò quella frase del 1974 dalla mia copertina di Fb solo quando risponderà. E della prescrizione non me ne frega nulla. Riguarda eternit...», conclude Storace, che domattina sarà a «LaTelefonata» di Belpietro.
«Vilipendio, ecco la prova Napolitano era contrario»
«"Norme giuridiche fasciste che colpiscono come vilipendio delle istituzioni i reati di opinione". Il presidente della Repubblica lo scriveva sull'Unità del Pci il 20 febbraio 1974. Prima della sue...
