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Penitenziaria sotto attacco Anonymous «entra» nel Sappe

Il sito del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria sotto attacco informatico. Gli hacker di «Anonymous» hanno «defacciato» il sito del sindacato Sappe, inserendo al posto dell'originale...

Il sito del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria sotto attacco informatico. Gli hacker di «Anonymous» hanno «defacciato» il sito del sindacato Sappe, inserendo al posto dell'originale versione una lunga lettera aperta contro le «morti di Stato». «Dopo giorni d'indagine - si legge nella rivendicazione del blog di Anonymous - siamo riusciti di nuovo nell'impresa di violare i database di svariati corpi di forze dell'ordine.Violati i database della polizia penitenziaria: pubblicate centinaia di dati personali, e-mail, allegati. Nulla risarcirà il dolore dei familiari delle vittime di stato, tuttavia con questa azione Anonymous li stringe metaforicamente a sè cercando almeno di costringere le forze dell'ordine alla trasparenza». Immediata la reazione del Sappe che attraverso Donato Capece, segretario generale, afferma: «Un attacco assurdo e ingiustificato, un lungo sproloquio su eventi drammatici che vengono strumentalizzati per fini tutt'altro che di verità, giustizia e trasparenza. Gli hacker parlano di cose che non sanno, soprattutto senza conoscere i fatti e i dati oggettivi: si guardano bene dal dire che negli ultimi vent'anni le donne e e gli uomini hanno della polizia penitenziaria italiana sventato oltre diciassettemila suicidi di detenuti in carcere e sono intervenuti tempestivamente negli oltre 125.000 atti di autolesionismo di altrettanti detenuti dietro le sbarre». Capece ha poi sotolineato che iniziative del genere non imnpensieriscono certo il Sappe. «Non saranno questi attacchi anonimi e vigliacchi - avverte il Sappe - a fermare la nostra attività per rendere il carcere una casa di vetro trasparente, perché noi non abbiamo nulla da nascondere. Certo, è significativo che abbiano colpito noi e non altri. È evidente che, se ti schieri, vai incontro a dei rischi. Noi siamo impegnati per rivendicare la dignità e la valorizzazione sociale della Polizia Penitenziaria e non ci spaventano questi attacchi informatici».

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