La «tangente Enpam» era finita all’Ubs Bank di Ginevra, in Svizzera. Un conto corrente sul quale avrebbe avuto la procura a operare il deputato Pd Marco Di Stefano. Ben un milione 800mila euro, la «stecca» che sarebbe stata pagata dagli imprenditori Pulcini al politico, sono transitati su quel deposito ormai chiuso. Ma non solo, perché i lumi investigativi si concentrano anche su altri fondi e su ulteriori tre appalti per quali ci sarebbe stato l’interessamento del Democratico. L’inchiesta del procuratore aggiunto Nello Rossi e del pm Maria Cristina Palaia è ormai in chiusura. I pm a breve notificheranno gli avvisi di chiusura delle indagini preliminari, atto propedeutico alla richiesta di processo. Ma non prima di aver ascoltato Di Stefano, principale indagato nel fascicolo con l’accusa di corruzione, per fatti di quando era assessore regionale con Marrazzo. Perché il quadro disegnato dai pm, forte degli accertamenti della Finanza, inquadra il deputato come un presunto collettore tra il privato e il pubblico. Da una parte avrebbe raccolto presunte richieste degli imprenditori di vincere appalti e, dall’altra, sarebbe intervenuto per manipolare le gare. Tutto ciò, dietro il supposto pagamento di tangenti. È il caso della mazzetta che avrebbero pagato i Pulcini. Di Stefano, attraverso l’intercessione dell’allora factotum Alfredo Guagnelli (scomparso a ottobre 2009), avrebbe favorito gli imprenditori nell’operazione di affitto di immobili per la nuova sede della Lazio Service spa. A parlare della presunta tangente è stato Bruno Guagnelli, fratello di Alfredo, ma anche l’ex moglie del deputato, Gilda Renzi, la quale ha solo confermato che «da Bruno apprendevo (…) che Di Stefano aveva percepito 1 milione 800mila euro di mazzette mentre Alfredo (Guagnelli, ndr), che aveva fatto da intermediario, aveva a sua volta percepito 300mila euro». A suffragare queste testimonianze ci sono anche i risultati di una rogatoria internazionale in Svizzera, che ha svelato l’esistenza del conto alla Ubs. «Non ho mai avuto un conto corrente estero», ha tenuto a precisare il deputato attraverso il suo legale, l’avvocato Francesco Gianzi. Intanto la procura sta stringendo il cerchio investigativo attorno a ulteriori tre appalti ottenuti da piccoli imprenditori romani, su cui ci sarebbe stato l’interessamento di Di Stefano.
Caso Di Stefano, a Ginevra i soldi della tangente
Ivan Cimmarusti La «tangente Enpam» era finita all’Ubs Bank di Ginevra, in Svizzera. Un conto corrente sul quale avrebbe avuto la procura a operare il deputato Pd Marco Di Stefano. Ben un milione...