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La Pinotti finirà come Fini. Iscritta e subito archiviata

Il ministro della Difesa nel mirino per il volo che la portò a Genova. Seguirà lo stesso iter giudiziario dell’ex An per la casa di Montecarlo

Aprire o chiudere? Per una volta entrambi i verbi vanno bene. Anzi, quasi coincidono. Si potrebbero addirittura sovrapporre. Perché è ciò che potrebbe accadere al ministro della Difesa Roberta Pinotti, finita nel mirino della magistratura romana per il viaggio fatto il 5 settembre scorso su un aereo di Stato che la fece atterrare a Genova. L’ipotesi di reato è quella di peculato d’uso. Il fascicolo è affidato al momento al Roberto Felici, che una volta fatta l’iscrizione dovrebbe rimettere gli atti al Tribunale dei ministri, ma non è escluso comunque che contestualmente possa anche sollecitare l’archiviazione del caso. Se così accadesse, si tratterebbe di un caso simile a quello dell’ex presidente della Camera Gianfranco Fini. La posizione dell’ex numero uno dei Deputati, infatti, fu mandata in archivio quasi in contemporanea della sua iscrizione sul registro degli indagati. Ma ecco la vicenda Pinotti. Leggendo con attenzione i tabulati dell’Enav, emerge in effetti con chiarezza come sui tre diversi piani di volo redatti in alfabeto fonetico Nato Icao (quello dell’Airbus partito da Cardiff e atterrato a Firenze, quello dello stesso aereo di Stato ripartito e atterrato a Ciampino e infine quello del Falcon 50 atterrato a Genova con il ministro della Difesa) vi siano state delle evidenti azioni di modifica eseguite in sequenza. L’estimated block time (Eobt in codice) dell’Airbus con a bordo anche Renzi (in codice Iam9002, mentre il 9001 è quello del Presidente della Repubblica) è stato ritardato di 20 minuti rispetto alla prima stima. Quello del volo da Firenze a Ciampino (presentato alle 15 e 15 e inizialmente fissato alle 17 e 45) è stato spostato alle 18 e 23 con una modifica effettuata alle 18 e 05. Infine l’Eobt del Falcon 50, fissato inizialmente per le 19, 30, è stato anticipato alle 19. La modifica è avvenuta alle 18,06, malgrado l’orario originario di partenza fosse stato fissato sin dalle 15, 41. Ieri intanto sulla vicenda è arrivata la replica ufficiale dell’Areonautica. «Ribadiamo che si è trattato di una missione addestrativa pianificata il giorno 2 novembre 2014 e programmata per il giorno 5 novembre con decollo previsto alle ore 21.30 per la tratta Ciampino/Genova», scrive l’ufficio Pubblica Informazione, «con l’obiettivo addestrativo di recurrency training (mantenimento delle qualifiche per gli equipaggi di volo). Il giorno 4 novembre 2014 il programma di volo veniva firmato, inviato e inserito nel sistema con l’approvazione del Comandante di Stormo senza alcuna variazione. Il giorno 5 novembre 2014 il volo veniva eseguito senza ulteriori modifiche con un decollo alle 21.15. Ritardi e anticipi sugli orari previsti sono aggiustamenti che non costituiscono variazioni rispetto a quanto pianificato e sono di ordinaria gestione a cura del Comandante dell’aeromobile». L’Areonautica puntualizza anche che «si evidenzia nuovamente che su queste tipologie di voli addestrativi è previsto l’imbarco di personalità istituzionali al di fuori dell’equipaggio anche al fine di consentire un risparmio di risorse per la Pubblica Amministrazione.

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