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Eternit, lutto cittadino a Casale Monferrato

Renzi: "Cambiare le regole sulla prescrizione"

In seguito alla sentenza della Corte di Cassazione che ha annullato la condanna di appello nel processo Eternit, il comune di Casale Monferrato ha dichiarato il lutto cittadino. Proclamata anche una manifestazione in piazza Mazzini per la mattinata, a cui prendono parte il sindaco Titti Palazzetti e gli assessori comunali. Nel paese piemontese, provincia di Alessandria, nel 1907 venne aperto il più grande stabilimento di manufatti in cemento-amianto d'Europa: 94mila metri quadrati di estensione, di cui 50mila coperti, fondato da Adolfo Mazza (tra l'altro fu proprio l'ingegnere italiano a costruire nel 1912, la prima macchina per la produzione di tubi a pressione in cemento-amianto). Dalla sua fondazione fino al 1986 (anno della chiusura) lo stabilimento piemontese ha occupato circa 5mila persone. A Casale Monferrato l'attivissima “Associazione familiari vittime dell'amianto” ha dato battaglia in tutti questi anni. E per anni la produzione di lastre ondulate per tetti e capannoni e di tubi in fibrocemento per gli acquedotti, è andata avanti. Nel 2005 lo stabilimento è stato abbattuto. Ancora oggi le fibre cangerogene continuano a uccidere.     Le condanne. Nel processo ai dirigenti Eternit, sono finiti sul banco degli imputati Louis de Cartier, direttore dell’azienda negli anni ’70, e Stephan Schmidheiny, ex presidente del Consiglio di amministrazione, accusati di disastro doloso ambientale. Il primo è morto nel 2013, all’età di 92 anni. Era stato condannato in primo grado a 16 anni di carcere. Proprio come Schmidheiny che, in appello, si è visto aumentare la pena a 18 anni. Ma la Cassazione ieri ha deciso di accogliere la richiesta del pg e ha annullato senza rinvio la condanna per Schmidheiny, perché i reati sono ormai prescritti.     Le parole del premier. Il verdetto cancella anche i risarcimenti per i familiari delle vittime e per le istituzioni locali. Il presidente del Consiglio, commentando la vicenda, ha detto che ora è necessario mettere mano alle regole sulla prescrizione. “Nel merito - ha affermato Renzi in un'intervista a Rtl 102.5 - si possono dire due cose: o quella vicenda non è un reato, o se c'è un reato ed è prescritto, allora bisogna cambiare le regole sulla prescrizione, perché non è possibile che ci siano delle regole che, con il tempo, fanno saltare la domanda di giustizia”. Il premier ha sottolineato la necessità di “avere processi più veloci” per evitare “il giochino della prescrizione”.     La giustizia deve essere tempestiva. Non possiamo cedere davanti alla prescrizione. I processi devono essere veloci e giusti @rtl1025 — Matteo Renzi (@matteorenzi) 20 Novembre 2014     Tutti d'accordo. Il sindaco di Casale Monferrato, Titti Palazzetti, contattata dall'Agi, ha accolto favorevolmente le parole del premier Renzi sulla prescrizione: "Speriamo lo faccia al più presto. Noi continueremo la nostra battaglia anche in sede parlamentare e chiederemo che il codice penale sia integrato con norme che pervedano per i reati ambientali gravi pene pesanti e non prescrittibili"  Anche il presidente della Anm Sabelli ha invocato un intervento urgente su questo fronte: "Dopo il Consiglio dei ministri del 29 agosto scorso, in merito al disegno di legge del governo sulla prescrizione, abbiamo già detto che prevedere una sola causa di sospensione è del tutto insufficiente, perché non mette in discussione la struttura venuta fuori dalla riforma del dicembre 2005. Anche all'epoca del dibattito sulla legge Severino in materia di corruzione ricordammo che il Consiglio d'Europa ha richiamato la necessità assoluta di riflettere sul tema della prescrizione". Intanto le Camere accelerano. I presidenti Grasso e Boldrini avrebbero già trovato un'intesa per far cominciare l'iter del provvedimento da Montecitorio.

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