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La tensione ora è all’Infernetto. Bastonate tra egiziani VIDEO

I minorenni arrivati da Tor Sapienza finiscono già in ospedale. Oggi alle 11 la protesta dei residenti

Da Tor Sapienza all’Infernetto la bomba c’ha messo poco ad esplodere. Ieri mattina quattro 17enni egiziani, arrivati dal centro di accoglienza nella periferia est della Capitale, si sono presi a bastonate finendo in ospedale con ecchimosi e contusioni ovunque. A far scoppiare la scintilla sarebbe stata una discussione tra uno di questi e un operatore della cooperativa Domus Caritatis che li ospita. Negatogli il permesso di andarsene da alcuni suoi parenti, il ragazzo avrebbe iniziato a dare in escandescenza. A quel punto un coetaneo e connazionale dell’egiziano, pure lui arrivato dalla struttura di Tor Sapienza, lo avrebbe invitato a desistere prendendo le parti del dipendente della cooperativa. Da lì una vera e propria rissa a suon di bastonate che ha coinvolto altri due connazionali e coetanei dei litiganti, intervenuti per dividerli. Feriti tutti e quattro, sono stati separati e portati due al Grassi e due al Sant’Eugenio. La tensione era nell’aria almeno da giovedì, quando il Campidoglio, senza avvertire il Municipio, ha deciso di spostare la «patata bollente» da Tor Sapienza all’Infernetto, quartiere residenziale a due passi da Ostia. Da qui l’odissea dei 24 minori. Egiziani, bengalesi e un senegalese tra i 16 e i 18 anni, sono stati portati di peso dal centro di accoglienza che consideravano casa loro alla struttura che già ospita 12 minori richiedenti asilo politico. Scampati alla guerra nei loro paesi d’origine e catapultati in una guerriglia urbana, sono stati portati di peso nella «landa desolata» dove non vogliono stare. Fuggiti in autobus, sono stati rimessi su un altro pullman direzione via Salorno già venerdì sera: e lì si trovano con i loro coetanei già abituati alla vita tranquilla a cinque passi dal centro di cura per i malati di Alzheimer. «Qui è tutto good - dicono i più spavaldi - solo i nuovi hanno ballato fino a tardi». Parlano arabo, qualche parola di inglese e ancora meno di italiano. I loro vicini sono i pazienti in cura nel centro Le Betulle. «Persone che avrebbero bisogno di tranquillità», commenta Daniela, moglie di un malato di Alzheimer. Intanto i residenti dell’Infernetto hanno organizzato per questa mattina alle 11, in via Salorno, una manifestazione per chiedere maggiori controlli affinché non si riproponga il triste spettacolo andato in scena a Tor Sapienza.

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