È servita la scorta al sindaco Ignazio Marino per mettere piede in via Morandi, a Tor Sapienza, quadrante sud-est della Capitale, da giorni al centro di una violenta protesta dei residenti nei confronti dei richiedenti asilo e rifugiati ospitati in una struttura gestita dal comune. Al grido di «buffone, vergogna» il primo cittadino della Capitale è arrivato in questo stradone circondato da palazzoni popolari che sembrano venuti fuori da un incubo surrealista. Il suo intento era quello di ascoltare le ragioni di una protesta esplosa per due giorni consecutivi. Marino, arrivato nel quartiere una manciata di ore dopo l’intervento dell’europarlamentare leghista Borghezio, che in un bar aveva raccolto le lamentele di una periferia che sembra lasciata al suo destino, ha ascoltato le ragioni dei residenti, delle persone che vivono tra mercati dello spaccio a cielo aperto, prostituzione e violenze. Un incontro avvenuto tra mille tensioni che hanno costretto il sindaco a rifugiarsi in un bar per parlare con alcuni residenti. Ai cittadini di Tor Sapienza, Marino ha promesso un intervento immediato, ascoltando una ventina di «capi popolo» improvvisati che hanno fatto la conta delle tante magagne che stritolano il quartiere sulla Prenestina. Un incontro durato poco meno di 30 minuti a cui è seguita una breve visita del quartiere, una passerella che difficilmente sarà stata utile a capire la drammaticità di chi popola quotidianamente quelle zone. Successivamente il sindaco ha attraversato la strada, entrando nel centro dei rifugiati. Marino ha quindi difeso la gente del quartiere ringraziando contestualmente i rifugiati per non avere risposto alle pesanti provocazioni (a ritmo di sassaiole) avvenute nei giorni precedenti. E così, tra decine di giornalisti a caccia di scoop e residenti sul piede di guerra (sia rispetto ai migranti, sia agli stessi giornalisti) la giornata di ieri si è chiusa con impegno del Comune che già oggi dovrebbe concretizzarsi con un nuovo incontro in Campidoglio. «Mi è stata consegnata una lista dettagliata di esigenze da cui partire - ha affermato il sindaco - Inizieremo un progetto ascoltando i residenti». L’ennesimo giorno di passione della periferia della Capitale è iniziato con il ritorno in via Morandi di una quindicina di minorenni che giovedì erano stati trasferiti in altri centri di accoglienza. I ragazzi (tutti minori senza famiglia che a Roma ci erano arrivati dopo essere scappati da guerra e fame) hanno raggiunto quella che era stata la loro casa sperando di essere nuovamente riammessi nel palazzone. Senza nessuna autorizzazione è stato impossibile, per gli operatori del centro, accogliere i ragazzini che sono quindi stati allontanati tra i commenti dei residenti: «Non sono loro il problema - afferma un uomo - questi ragazzini giocano il pomeriggio con i nostri figli». Verso le undici invece, è Mario Borghezio ad attirare l’attenzione del quartiere. In un bar vicino al centro d’accoglienza, l’europarlamentare della Lega Nord ha spiegato le ragioni della sua presenza: «Sono venuto per parlare con i cittadini non per fare casino - ha detto Borghezio - Qui a Tor Sapienza c’è il deserto istituzionale. Non escludo di andare a prendere "delicatamente" Marino per il collo per portarlo qui» ha concluso il politico. Non è un giorno come tanti a Tor Sapienza. Tra quelle strade abbandonate dalle istituzioni oggi sfilano politici(da Franco Carraro ad Andrea Ronchi) e forze dell’ordine, giornalisti e fotografi. Alle cinque arriva Marino, la situazione si agita, i manifestanti si dividono tra chi lo insulta e chi vuole spiegare i problemi del quartiere. Il sindaco parla con i residenti, con i rifugiati, passeggia e alle sette di sera si allontana. È buio a Tor Sapienza, i riflettori si spengono, le istituzioni si allontanano e i cittadini restano soli. Un’altra notte di degrado può cominciare.
Tor Sapienza fischia Marino sotto scorta
Il primo cittadino criticato dai residenti: buffone, vergogna. (FOTO), (VIDEO1, VIDEO2)
