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BlasFemen. Nude a S. Pietro FOTO

Oscenità davanti alla Basilica. La polizia interviene e le porta via. La protesta contro Papa Francesco e la sua visita al Parlamento europeo

Questa volta hanno davvero oltrepassato il limite. Il movimento femminista ucraino Femen ha inscenato una protesta in piazza San Pietro. Ieri mattina tre attiviste di nazionalità francese si sono spogliate e inginocchiate davanti all’obelisco mimando gesti osceni con un crocifisso. Sulla schiena la scritta «Keep inside». Le tre Femen hanno poi urlato: «Il Papa non è un politico». La protesta sarebbe stata inscenata contro la visita che il Pontefice si appresta a compiere al Parlamento europeo di Strasburgo il prossimo 25 novembre e già anticipata in un talk tv giovedì sera . Mentre una piccola folla assisteva al loro blasfemo e inutile show, sul posto è intervenuta la polizia. Le tre attiviste sono state fermate e condotte presso il commissariato Borgo di Roma per accertamenti.  Per portarle via gli agenti hanno dovuto caricarle di peso in auto. Le tre giovani in topless (che già avevano inscenato una protesta in Vaticano lo scorso 19 dicembre) avevano scritto a pennarello sul proprio corpo «Pope is not a politician» («il Papa non è un politico») e poi ancora «Religion has no place in politics» («La religione non ha posto in politica») e «God is not a magician» («Dio non è un mago»). Ma quella di ieri mattina in piazza San Pietro è stata soltanto la seconda protesta in poche ore. Giovedì sera le tre giovani erano state, insieme ad altre due attiviste, ospiti della prima puntata della seconda edizione di «Anno Uno», in onda su La7. Anche lì si sono presentate in topless e hanno recitato una finta preghiera anticlericale, protestando in diretta contro l’annunciato intervento di Papa Francesco al Parlamento europeo previsto per il prossimo 25 novembre. Ancora una volta nel mirino del gruppo l’invito che il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz ha rivolto a Papa Francesco. A quel punto, però, in studio gli ospiti hanno cominciato a rumoreggiare. In collegamento da Milano, l’imprenditore Gian Luca Brambilla non è riuscito a trattenere lo sdegno e ha abbandonato lo studio televisivo: «Scusate - ha spiegato - ma non sono venuto in una trasmissione in cui si offende la Chiesa cattolica e il Papa». Come dargli torto? Il giorno dopo si susseguono reazioni stizzite a questa doppia protesta oscena. «Le Femen hanno uno strano concetto dei diritti - ha dichiarato Giovanni Donzelli, membro dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale - A loro è concesso provocare ovunque, mentre secondo loro al Papa deve essere vietato di parlare a Strasburgo. L’altra sera la performance ad Anno Uno, ieri in piazza San Pietro offendendo la fede cristiana e mimando gesti osceni con un crocifisso. Se sono tanto coraggiose e convinte di difendere le laicità dello Stato vadano allora a prendersela con gli estremisti islamici dell’Isis o a fare le stesse scenette a La Mecca, Abu Dhabi e Teheran». L’obiettivo del movimento sarebbe quello di «smuovere le donne in Ucraina rendendole socialmente attive e organizzare entro il 2017 una rivoluzione femminista». Femen ha giustificato i suoi metodi provocatori affermando «che è l’unico modo per essere ascoltati in questo Paese (in Ucraina). Se avessimo manifestato con il solo ausilio di cartelloni le nostre richieste non sarebbero state nemmeno notate». Riguardo all’utilizzo del corpo femminile come mezzo per attirare l’attenzione mediatica, la fondatrice dell’organizzazione, Anna Hutsol, ha affermato: «Mi sono resa conto che il femminismo tradizionale qui in Ucraina non avrebbe attecchito, né con le donne né con la stampa, né tanto meno con la società. E allora perché non adattare il femminismo al modello ucraino?». Durante un’intervista, Inna Shevchenko ha affermato che il togliersi gli indumenti durante le proteste serve affinché «le persone possano vedere che non abbiamo armi, eccetto i nostri corpi» e che questo comportamento, «in un mondo che appartiene agli uomini» è l’unico per provocarli e catturare l’attenzione di tutti». Ha parlato, inoltre, dei centri Femen come quello aperto a Parigi dove le femministe possono formarsi con un allenamento «morale, ma anche fisico: devi essere in buona forma perché magari alle proteste potresti avere necessità di scappare via o di attaccare la polizia o di arrampicarsi su un edificio». Infine ha aggiunto: «Non nascondiamo i nostri corpi, né i nostri volti, ci confrontiamo con i nemici faccia a faccia. Li guardiamo negli occhi e dobbiamo essere ben preparate fisicamente per farlo». L’organizzazione pianifica di diventare il più grande e influente movimento femminista in Europa. A tutto c’è un limite, però. E ieri mattina a San Pietro questo limite è stato superato. È stata offesa la Chiesa Cattolica e il Papa. Senza il benché minimo rispetto per la Fede e il sentimento religioso di milioni di persone in Italia e in tutto il resto del mondo.

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