Ieri sera c’è andata la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Oggi ci sarà la «marcia» leghista di Mario Borghezio. Ma dall’amministrazione di Roma Capitale, a Tor Sapienza, non si è visto nessuno. Ci sono state le rappresaglie, i cassonetti incendiati, i cameramen picchiati, i giornalisti minacciati, le auto della polizia distrutte e gli agenti finiti in ospedale. Ma chi governa la Capitale ha preferito restarsene al sicuro nei propri uffici. Il sindaco Marino, occupato nel districarsi dal «Panda gate» non si è visto. Ha incontrato i cittadini esasperati di Tor Sapienza, ma in Campidoglio. E oggi, quando la situazione ha iniziato a tornare tranquilla, nonostante la tensione in periferia sia ancora alle stelle, il primo cittadino ha deciso di volare a Londra per discutere di « città intelligenti». Eppure c’è una figura nel Comune di Roma che ha una delega che sembra fatta apposta per quanto è accaduto in questi giorni. È Paolo Masini, assessore ai Lavori pubblici e alle Periferie. Proprio così, alle periferie. Ma a Tor Sapienza, anche lui, non è andato. Masini ha partecipato all’incontro in Campidoglio. Oltre a Marino c’erano anche il vicesindaco Luigi Nieri e la presidente della commissione Politiche sociali, Erica Battaglia. Nessuno di loro, però, ha pensato che fosse il caso portare la voce dell’amministrazione sulla strada dove la situazione era ampiamente sfuggita di mano. L’integrazione, almeno stavolta, è fallita. Nessuno si è accorto in tempo che la periferia est di Roma era ormai diventata una polveriera tra rom, immigrati e realtà sociali dove accanto alle persone per bene prolifera la criminalità. Eppure l’assessore Masini ieri pomeriggio ha discusso di immigrazione, integrazione e sicurezza con i cittadini. Ovviamente non a Tor Sapienza (dove si era recato invece la settimana scorsa), ma a Torpignattara. Con lui c’era anche il deputato Khalid Chaouki, responsabile di immigrazione del Pd. A Torpignattara, al Quadraro e al Pigneto (dove pochi giorni fa sono state installate altre 14 telecamere contro lo spaccio) ci sono sicuramente problemi legati alla sicurezza da risolvere. Resta strano il fatto che nessuno abbia pensato di toccare con mano cosa sta avvenendo a Tor Sapienza. C’è solo un politico, che appartiene alla maggioranza capitolina, che ha deciso di metterci la faccia andando ad incontrare i residenti. È il consigliere di Sel, Gianluca Peciola, che martedì mattina, a poche ore dai violenti tafferugli della notte precedente, ha incontrato i cittadini e gli operatori del centro di accoglienza. E se la politica latita, c’è chi pensa ad altre strade da percorrere.Lucia Ercoli, presidente di Medicina Solidale, ha lanciato un appello a Papa Francesco, a cui si sono uniti anche Unitalsi e Acli, affinché venga a Tor Sapienza.
La città scoppia e i politici non si vedono
Fa paura la piazza. Solo la Meloni incontra i cittadini davanti al centro d’accoglienza
