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Sassi e spranghe contro i profughi

Terrore nel «centro» di Tor Sapienza. Caccia alla «ronda» di estremisti neri
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Sassi e spranghe contro i profughi

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Il vaso ha traboccato. È esplosa, violenta, la guerriglia urbana nella periferia di Roma fra italiani e immigrati. Decine di persone, probabilmente di estrema destra (qualcuno gridava «viva il duce»!) hanno preso d’assalto ieri sera il centro di accoglienza per rifugiati politici di viale Giorgio Morandi, nel quartiere di Tor Sapienza.

Un vero e proprio raid al grido di «bruciamoli!», «negri di» merda», «andate a casa vostra a violentare le donne». La rabbia covava da qualche giorno, da quando una ragazza ha denunciato delle molestie nel vicino parco di via Tranquillo Cremona. «Uno straniero, uno dell’est», diceva. Così intorno alle 21 circa 40 uomini si sono radunati e, dopo un’ora di conciliaboli, hanno deciso di farsi giustizia da soli. Prima hanno tentato il blitz in una chiesa sconsacrata occupata dai movimenti di lotta per la casa, proprio dietro il parco, in via Carlo Balestrini. Poi hanno dato fuoco a un cassonetto, bloccando la strada alle auto, quindi si sono diretti verso il centro d’accoglienza. Qui è partito l’assalto: una vera e propria sassaiola che ha rotto vetrate e finestre della palazzina dove sono ospitati circa 60 nigeriani. Ci vogliono una decina di minuti prima che la polizia possa raggiungere il posto, mentre in strada la folla aumenta: «Scendete, stiamo combattendo anche per voi», gridano alcuni all’indirizzo delle case popolari proprio di fronte al centro.

I più scatenati sono i ragazzi, ma con loro ci sono anche delle donne e perfino delle persone anziane.

«Non ne possiamo più - racconta una signora, arrabbiatissima, scesa in strada con un mattarello - Gli zingari di la (il campo rom di via Salviati, ndr), dall’altra parte i negri, di là altri insediamenti». Un uomo, sui 70 anni, gli fa eco: «Sono venuti a fare i porci comodi loro a casa nostra. A casa degli altri non fai come ti pare. A casa nostra fai come dico io». La tensione è altissima. Ad aizzare ulteriormente gli animi ci pensa la ragazza che ha denunciato il tentato stupro: «M’avete messo le mani addosso, bastardi!», urla. In strada i suoi compagni continuano a tirare sassi verso le finestre del centro. Da lontano si sentono alcune esplosioni, sono degli elettrodomestici abbandonati a cui hanno dato fuoco. Alcuni di loro si accorgono che abbiamo macchina fotografica e cellulare acceso. Veniamo anche colpiti alla testa ma per fortuna la polizia è già arrivata.

Come detto, la tensione covava da qualche giorno. Venerdì scorso due ladri georgiani che si erano intrufolati nel condominio popolare di via Cremona, sono stati malmenati e poi denunciati dagli abitanti. La miccia è ufficialmente accesa e il rischio che la rivolta si diffonda è altissimo.

 

 

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