Omicidio volontario e occultamento di cadavere. Questa è l'ipotesi di reato, al momento contro ignoti, sul fascicolo che la Procura di Cassino ha aperto dopo la scomparsa di Gilberta Palleschi, l'insegnante di inglese di Sora sparita nel nulla sabato mattina. La bella cinquantottenne è uscita dal suo appartamento di via San Giuliano Sura e non è mai più rientrata. Ad indurre gli investigatori del Reparto Operativo Provinciale dei carabinieri e il pm Maria Beatrice Siravo a seguire la pista di un probabile «femminicidio» è stato il ritrovamento di oggetti personali della docente e della scheda sim del suo Nokia Lumia. Un bracciale, le cuffiette dell'I Pod, gli occhiali da sole distrutti, le chiavi e una catenina in oro bianco «fiutati» dai cani molecolari nella zona che costeggia il fiume Fibreno, in località San Martino, tra Sora e Broccostella. Un camminamento tra la natura che potrebbe essersi trasformato in una trappola mortale. Se qualcuno ha seguito Gilberta mentre faceva sport, quel qualcuno ha potuto agire del tutto indisturbato perché le eventuali grida della poveretta non avrebbero potuto essere sentite se non in lontananza. Ma per quale motivo gli investigatori e il magistrato hanno escluso l'ipotesi di un allontanamento volontario o quella di un gesto estremo? I familiari di Gilberta e gli stessi alunni dell'Istituto nel quale insegna, parlano di una donna serena, contenta della sua vita. Una donna che non avendo avuto un marito e dei figli riversata il suo amore verso i deboli. Non a caso è segretaria regionale dell'Unicef. Gilberta Palleschi non avendo problemi economici e di salute non aveva nessun motivo per mettere in atto un suicidio. E se fosse stata investita? Anche questa ipotesi è stata scartata dai militari del colonnello Giuseppe Tuccio, comandante provinciale dell'Arma. Il sentiero non consente l'accesso a mezzi e lungo la strada non è stato trovato alcun segno di frenata. Non un frammento di vetro o un qualcosa che possa lasciar pensare ad un impatto violento. E poi non dimentichiamo gli oggetti personali disseminati, come se l'assassino in fuga avesse voluto fare una cernita di ciò che era di valore e di quello che non avrebbe fruttato un guadagno. Il cellulare? Un altro mistero. L'uomo che ha trovato la sim e l'ha consegnata ai carabinieri della compagnia di Sora, sostiene di aver visto il telefono Completamente distrutto e di aver pensato solo a togliere la scheda e allertare il 112. Quando poi, insieme ai militari del capitano Ciro Laudonia, è tornato sul posto, del Nokia Lumia non c'era più traccia. Gli aggressori o l'aggressore di Gilberta, quindi, sono tornati in via San Martino e lo hanno fatto sparire. Probabilmente quel telefono poteva contenere qualcosa di compromettente. Magari Gilberta è riuscita a fotografare qualcosa o addirittura a registrare l'aggressione.
La prof d’inglese scomparsa: si indaga per omicidio volontario
L'ipotesi investigativa è che Gilberta Palleschi sia stata uccisa. Ritrovata la scheda sim del suo cellulare. Il telefonino fatto sparire in un secondo tempo
