Non abbiamo mai ricevuto tanta attenzione come in quest’ultimo periodo. Crediamo che anche i redattori della redazione di Pescara possano testimoniarlo nonostante la situazione. Noi ne siamo convinti. Crediamo fermamente che la solidarietà espressa dalla Politica locale ai redattori in capo alla redazione d’Abruzzo, sia tardiva rispetto agli eventi e non maggiore di quella che abbiamo dimostrato nel mantenere in vita un fascicolo antieconomico per almeno 5 anni, in presenza di una crisi di settore e congiunturale senza precedenti, preoccupandoci di valorizzare le notizie che di volta in volta ritenevamo di maggior interesse anche ponendole all’attenzione dei lettori nazionali, con sforzi intellettuali e di produzione di cui siamo e saremo sempre fieri. Allo stesso modo il grido lanciato dalle Associazioni di categoria sulle colonne de IL TEMPO d’Abruzzo di ieri, appaiono ai nostri occhi ideologiche e lontane dalla realtà industriale dell’Editoria Nazionale e Locale. Il pluralismo è garantito dai quotidiani che si occupano del territorio e dai quotidiani nazionali che vengono distribuiti nella regione. Dove erano le Associazioni di categoria quando guardavano dai loro uffici la chiusura dell’agenzia Ansa in Abruzzo o ancora quando, attraverso continui abbinamenti, la concorrenza, anche nazionale, ha finito per "drogare" il mercato nelle edicole? Sospendere l’edizione dell’Abruzzo è una necessità. Su tale questione l’azienda si interroga da qualche anno; e da troppo tempo, purtroppo, il sistema locale dimostra scarso interesse nel capire quanta fatica si compia da un lato per produrre notizie e dall’altro per ripianare le perdite. Il contenuto delle lettere arrivate all’attenzione dell’Editore, del Direttore e dell’Amministratore Delegato dalle varie istituzioni locali, appare in linea con l’interesse che la politica nazionale ha dimostrato e continua a dimostrare nei confronti delle aziende in crisi: un interesse davvero poco utile. La nostra testata né a livello nazionale né a livello locale ha mai percepito contributi. È andata avanti sempre e solo grazie al lavoro dei giornalisti e al ripianamento delle perdite operate dall’azionista di maggioranza. È fin troppo facile oggi celarsi dietro il pluralismo dell’informazione per rendersi paladini di una battaglia di solidarietà, quando negli anni passati le chiusure di più redazioni (Teramo, L’Aquila e Avezzano sono solo gli ultimi esempi) non sono state viste come un campanello d’allarme lanciato da un’azienda oggettivamente in difficoltà a proseguire il cammino editoriale, in un percorso sempre più in salita. Il fascicolo è stato sospeso. Con i redattori, di cui l’azienda è fiera, troveremo un accordo volto a rendere meno traumatico possibile questo momento, consci della complessità e della delicatezza che non riguarda solo un gruppo di persone, ma un insieme di singoli, ciascuno con un propria storia, un affetto e una straordinaria dedizione dimostrata alla testata nel corso degli anni. Chi vuole rendersi utile può farlo, ma concretamente. Perché, a differenza della politica, purtroppo alle aziende, quando i ricavi per troppo tempo non garantiscono i costi di produzione, capita anche di chiudere. Noi, per il momento, abbiamo deciso di sospendere.
In Abruzzo scelte difficili per non morire
Da oggi Il Tempo sospende l'edizione locale