Attualità

Il video: gli operai hanno attaccato la polizia

In un filmato la prova che i manifestati di Terni hanno provato a forzare il cordone della Celere GUARDA IL VIDEO

Si avvicinano alla polizia tenendo uno striscione in mano. Gli agenti restano immobili. Nessun poliziotto si muove. Ma continuano a camminare verso le divise. All’inzio lentamente. Poi, i primi della fila, iniziano a toccare gli agenti con lo striscione. E i poliziotti restano ancora fermi, non accennano ad alcun movimento. Poi la spinta dei manifestanti aumenta. La pressione verso gli agenti diventa tale che inizia un movimento di respinta da parte di chi si trova davanti allo striscione. Alcuni oggetti iniziano a volare sulle teste dei poliziotti in tenuta antisommossa e altri sulle tre vetture parcheggiate. La tensione a piazza Indipendenza, durante la manifestazione dei lavoratori della Ast di Terni, comincia a diventare incandescente. Il tentativo di sfondamento da parte dei manifestanti viene respinto senza alzare un dito da parte della polizia, che in quei momenti aveva già ricevuto contro oggetti lanciati da dietro lo striscione. È un’altra la verità su ciò che è accaduto a Roma durante il corteo che si è concluso con feriti sia tra le forze dell’ordine sia tra chi è sceso in strada per difendere il suo posto di lavoro dal video girato dall’alto (si può vedere cliccando sul link https://www.youtube.com/watch?v=SoVxiR19IOw). Guardando queste immagini, si può ricostruire con esattezza come siano andati i fatti, e cioè che non sono state le forze dell’ordine a caricare i manifestanti ma che sono state le divise a doversi difendere a un certo momento dagli attacchi di chi urlava slogan contro il governo e, come al solito, anche contro chi ogni giorno lavora per mantenere alto il livello di sicurezza in Italia. Durante questi istanti, una persona cade in terra, gli agenti vanno in soccorso e proprio in questo momento continua il lancio di oggetti e la folla prosegue nel tentativo di sfondare il cordone creato, tra l’altro, per proteggere proprio chi si trova sull’asfalto. Passano i secondi, i minuti e la gente inizia ad allontanarsi, dopo però che i poliziotti hanno impedito l’avanzamento. «Le ragioni di chi protesta per difendere un posto di lavoro vanno comprese, ma chiunque manifesta deve sempre farlo nel rispetto del dettato costituzionale, cioè pacificamente e senza armi. Vergognose sono le strumentalizzazioni», ha detto Gianni Tonelli, segretario generale del sindacato di polizia Sap. Queste scene, purtroppo, sono soltanto le ultime che per le vie e piazze della Capitale sono state riprese da telecamere e macchine fotografiche. La protesta, a cui hanno preso parte alcune centinaia di persone, ha vissuto attimi di tensione quando i manifestanti, muovendosi in un corteo improvvisato, hanno tentato di forzare il cordone di poliziotti posti a «sbarramento, allo scopo di raggiungere la stazione Termini per occuparla».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.