BRUXELLES La Nato ha rilevato un «insolito» aumento di attività di aerei militari russi sul Mar Nero, Mar Baltico e Mare del Nord negli ultimi due giorni. Lo riferisce il portavoce dell'Alleanza, Jay Janzen, aggiungendo che le manovre nello spazio aereo internazionale sono state condotte da quattro gruppi composti da bombardieri strategici Tu-95 Bear H, caccia MiG-31 e altri tipi di aerei da guerra russi. In risposta a questa attività, fa sapere la Nato, sono intervenuti caccia di Norvegia, Regno Unito, Portogallo, Germania e Turchia. Non sono stati registrati incidenti ma si tratta di attività aeree di proporzioni inusuali, spiega la Nato, aggiungendo ancora a metà pomeriggio di ieri stava tracciando alcuni velivoli russi. Le tensioni fra la Nato e la Russia sono aumentati da quando Mosca a marzo ha annesso al suo territorio la penisola di Crimea, fino a quel momento parte dell'Ucraina. Sono intervenuti inoltre jet della Danimarca e aerei di Finlandia e Svezia, che non sono membri della Nato. Il portavoce del comando operativo delle forze armate della Norvegia, Brynjar Stordal, spiega che gli F-16 norvegesi hanno interettato una formazione di bombardieri Bear e aerei cisterne a ovest della Norvegia. I tanker si sono poi diretti verso nord, mentre i bombardieri hanno continuato a volare in direzione sud verso lo spazio aereo internazionale che si trova a ovest di Spagna e Portogallo. «Abbiamo diversi di questi incidenti, circa 40 all'anno», ha detto Stordal, aggiungendo che «ciò che distingue questa da alcune altre missioni già viste da parte russa è che la formazione era un po’ più grande di quella che vediamo di solito e che sono andati un pò più a sud di quanto fanno solitamente». Secondo la Nato, quest'anno i piloti dell'Alleanza hanno intercettato velivoli russi oltre 100 volte, cioè circa tre volte in più del 2013. E mentre la nostra Enav fa sapere che le manovre di ieri «non interessano lo spazio aereo italiano», è solo di qualche giorno fa, lo scorso 24 ottobre, la notizia della Svezia che per una settimana ha cercato un sottomarino straniero avvistato nelle acque dell'arcipelago di Stoccolma. Dopo sette giorni le forze armate svedesi, avevano interrotto le ricerche delle unità navali e anfibie del sottomarino, mentre alcune forze di terra sono state ancora coinvolte in operazioni di ricerca. La caccia al sommergibile, la prima dai tempi della Guerra fredda, era iniziata venerdì 17 ottobre dopo che le forze svedesi avevano ricevuto quelle che hanno definito informazioni credibili circa attività sottomarine nell'arcipelago che si estende dalla Capitale svedese fino al Mar Baltico. Le autorità non hanno nominato il possibile Paese responsabile, ma molti analisti della Difesa svedesi hanno sospettato che si trattasse della Russia. La Svezia allestì una forza anti-sommergibili dopo che nel 1981 un sottomarino sovietico si arenò sulle coste nel sud del Paese, ma questa forza venne sciolta dopo la fine della Guerra fredda in seguito a pesanti tagli alle spese per la difesa. Gli elicotteri anti-sommergibile svedesi vennero ritirati nel 2008 e i loro sostituti non sono attesi fino al 2018. Tagli alle spese della difesa a parte, la Svezia ha modificato le proprie priorità trasferendo l'impegno dalla difesa territoriale alle missioni di pace internazionale e ha abolito il servizio militare obbligatorio. Secondo l'Istituto internazionale di studi strategici, che ha sede nel Regno Unito, nel 2012 i soldati svedesi in servizio attivo erano 20mila, mentre i riservisti erano 200mila; nel 1999 i primi erano 50mila, mentre i secondi erano quasi 600mila.
Sos Nato: aerei militari russi nei cieli
Il portavoce dell’Alleanza Janzen: insolito traffico su Mar Nero e Baltico Intervenuti caccia norvegesi, inglesi, tedeschi. Tensioni ma niente incidenti
