VICENZA «I militari e lo staff Usa di Vicenza non sono mai entrati in contatto con persone che avessero sintomi dell'Ebola». Lo ha assicurato il generale Derryl Williams, comandante della Setaf e di Us Army Africa, nel corso di una videoteleconferenza nella base Usa di Vicenza. L'alto ufficiale, in isolamento nella sua stanza all'interno della base, ha spiegato che «le precauzioni che sono state prese al nostro rientro sono state decise per rassicurare i nostri connazionali, il personale della base, i vicentini e l'intera Italia: questo è un controllo supplementare». Tra i soldati Usa, ci sono anche 2 donne e un diplomatico. Williams ha detto che un altro contingente di 30-35 militari rientrerà in Italia mercoledì, e altrettanti sabato. «L'interesse comune - ha sottolineato il generale - è bloccare il virus e non contribuire ad una pandemia, per cui vengono fatti tutti i controlli del caso, compresa la prevenzione in loco. Per questo, il rischio è pari a zero». La situazione, dunque sembra sotto controllo. «Il ministero della Salute è in contatto con il ministero della Difesa e con le autorità americane. Nessuna preoccupazione» ha assicurato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che oggi risponderà al question time alla Camera. «Il protocollo utilizzato per questi militari - ha aggiunto - è lo stesso che viene applicato per i nostri operatori. Noi siamo pronti, così come la maggior parte dei Paesi europei. Abbiamo un sistema di sorveglianza e di vigilanza di porti e aeroporti, ma soprattutto abbiamo un sistema di isolamento e cura dei malati riconosciuto a livello mondiale come quello dello Spallanzani». Intanto il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha incontrato i vertici dell'Unione africana ad Addis Abeba e ha definito l'epidemia una «crisi mondiale» che richiede «una risposta globale massiccia». Anche la Nato potrebbe scendere in campo: «Siamo in contatto con l'Onu per verificare se c’è un ruolo specifico per la Nato» ha detto il segretario Stoltenberg. E mentre anche la seconda infermiera contagiata a Dallas dal «paziente zero» è guarita, si registra in Russia il primo caso sospetto: è uno studente nigeriano di 22 anni ricoverato a Penza, a sud di Mosca. I 24 studenti stranieri con cui ha avuto contatti sono stati messi in isolamento. Infine, non mancano polemiche in Australia dove è stato annunciato il blocco della concessione dei visti dai Paesi dell'Africa occidentale per impedire che il virus possa arrivare sul suo territorio.
Ebola: nessun timore per i militari americani
VICENZA «I militari e lo staff Usa di Vicenza non sono mai entrati in contatto con persone che avessero sintomi dell'Ebola». Lo ha assicurato il generale Derryl Williams, comandante della Setaf e di...