Il vaccino italiano contro Ebola testato in Mali. Nei giorni scorsi è iniziata a Bamako la sperimentazione del farmaco ideato dalla Okairos nello stabilimento di Pomezia e prodotto dalla britannica GlaxoSmithKline. Quaranta volontari, tra i 18 e i 40 anni, riceveranno il vaccino per verificarne la capacità di combattere il virus della febbre emorragica che finora ha ucciso 4.922 persone e ne ha contagiate 10.141. L’ultima vittima proprio in Mali: è la bimba di due anni contagiata dopo aver partecipato in Guinea al funerale del papà morto di Ebola. «Dodici parenti e 43 persone che hanno avuto contatti con la piccola sono stati rintracciati e ora sono sotto osservazione», rassicura il Ministero della Sanità maliano. Intanto nel Centro di sviluppo vaccini della Capitale sono in corso i test del farmaco italiano, basato su un adenovirus di chimpanzè. Il test, contro il ceppo «Zaire» di Ebola, non provoca la malattia ma stimula la risposta immunitaria, sottolinea Gsk. Le prove puntano a capire quale sia la dose adeguata a sconfiggere la malattia. Il vaccino inventato a Pomezia è tra quelli in pole position per il via libera. Sulle scimmie ha ottenuto il 100 per cento di risultati positivi. La sperimentazione viene condotta anche su 60 volontari negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, in collaborazione con il Nih, l’Istituto di salute pubblica degli Usa, e la scuola di medicina dell’Università del Maryland. Il Nih, a sua volta, sta testando un farmaco che contiene un mix di due diversi ceppi di Ebola: «Zaire» e «Sudan». Dopo il Mali, i test verranno allargati al vicino Gambia. Gsk spera di terminare la prima fase di sperimentazione per la fine del 2014, per produrre diecimila dosi del vaccino e immunizzare, per primi, medici e infermieri che combattono l’epidemia in prima linea in Africa. L’Organizzazione mondiale per la sanità ha chiesto di stringere i tempi sui vaccini perchè tra due mesi potrebbero essere più di ventimila le persone contagiate. Nel frattempo negli Usa i governatori degli Stati di New York e New Jersey, Andrew Cuomo e Chris Christie, hanno decretato la quarantena gli aeroporti Jfk e Newark per tutte le persone in arrivo da Liberia, Guinea e Sierra Leone che siano entrate in contatto con ammalati di Ebola. L’annuncio è giunto dopo che il medico Craig Spencer, rientrato dalla Guinea dove aveva lavorato con Medici senza frontiere, si è ammalato. La prima persona posta in quarantena è stata un’infermiera sbarcata dall’Africa occidentale. Ci resterà per 21 giorni, il tempo di incubazione della malattia.
Ebola: test in Mali per il vaccino italiano
Ideato a Pomezia e prodotto in Inghilterra, verrà sperimentato su 40 volontari. Morta la bimba contagiata. Negli Usa quarantena per chi sbarca dall’Africa
