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Schianto mortale in pista per l’ad di Total

Il jet privato sul quale stava decollando si è schiantato contro uno spazzaneve. È morto così Cristophe de Margerie, 63 anni, numero uno del colosso petrolifero francese «Total», considerato una...

Il jet privato sul quale stava decollando si è schiantato contro uno spazzaneve. È morto così Cristophe de Margerie, 63 anni, numero uno del colosso petrolifero francese «Total», considerato una grande amico della Russia. È accaduto proco prima delle 22 italiane nell’aeroporto Vnukov di Mosca. Al momento dello schianto la visibilità era di 350 metri. Il Dassault Falcon di de Margerie era diretto a Parigi. Nell’incidente sono deceduti anche i tre membri dell'equipaggio. In base alle prime indagini, il conducente dello spazzaneve era ubriaco e avrebbe attraversato la pista. Il portavoce del comitato investigativo sull'incidente, Vladimir Markin, ha avvertito che cadranno delle teste allo scalo di Vnukovo: «Gli inquirenti a breve adotteranno le misure necessarie a sospendere dall'incarico un certo numero di membri dello staff, che potrebbero ostacolare le indagini». Il colpevole materiale dell'incidente è' Vladimir Martynenko, che, completamente ubriaco, ha attraversato la pista mentre il Falcon della Total stava decollando. L'uomo, rimasto leggermente ferito, è stato arrestato. Ma per Markin «è ovvio che i vertici dell'aeroporto sono dietro le negligenze di cui si sono macchiate le persone direttamente coinvolte. Non escludiamo - ha concluso - altri arresti». Total è la seconda società francese ed è quotata in borsa ad un valore di 102 miliardi di euro. De Margerie, alla guida di Total dal 2007, era tra gli ospiti del governo russo - colpito da sanzioni Usa ed Ue - ad un avento di investitori stranieri a Gorki, vicino Mosca. Ed era tra i più strenui difensori della Russia e della sua politica energetica anche dopo lo scoppio della crisi ucraina: a luglio aveva detto che l'Ue dovrebbe smetterla di pensare a tagliare i legami energetici con Mosca e concentrarsi sul renderli più sicuri. De Margerie aveva sottolineato come le tensioni con l'Occidente stessero spingendo sempre più la Russia verso la Cina, come dimostrava la maxi intesa da 400 miliardi di dollari raggiunta a maggio per la fornitura di gas per 30 anni a Pechino. Gli inquirenti escludono per ora ipotesi di natura criminale.

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