«Garantire ai profughi cristiani la possibilità di tornare quanto prima nelle loro case, attuando zone di sicurezza, ad esempio nella piana di Ninive». È una delle proposte emerse dal Concistoro che ha visto riuniti con Papa Francesco e con il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, tutti i porporati reduci dal Sinodo e in partiolare quelli delle chiese del Medio Oriente, per discutere in particolare della situazione dei cristiani e della minaccia da parte dei terroristi fondamentalisti dell'Is. Dal Concistoro, che ha fatto seguito all'incontro di inizio mese del Papa con i nunzi apostolici, si è levato anche «un appello per tutte le persone rapite in Medio Oriente, affinché il mondo non si dimentichi di loro» ed è stato richiesto di «proseguire l'invio di aiuti umanitari, per incoraggiare i cristiani a restare sul posto». Come ha riferito il portavoce vaticano padre Lombardi, gli interventi hanno sottolineato «l'esigenza della pace e della riconciliazione in Medio Oriente, la difesa della libertà religiosa, il sostegno alle comunità locali, l'importanza dell'educazione per creare nuove generazioni capaci di dialogare fra loro, il ruolo della comunità internazionale». Il card. Parolin ha sottolineato l’importanza del ruolo che può svolgere l’Iran per la pace. "«embra che si sia persa la consapevolezza del valore della vita umana, sembra che la persona non conti e si possa sacrificare ad altri interessi. E tutto ciò, purtroppo, nell'indifferenza di tanti» ha detto il Papa aprendo il Concistoro. «Non possiamo rassegnarci a pensare al Medioriente senza i cristiani, che da duemila anni vi confessano il nome di Gesù - ha aggiunto - Gli ultimi avvenimenti, soprattutto in Iraq e in Siria, sono molto preoccupanti».
«Una zona di sicurezza per i profughi cristiani»
«Garantire ai profughi cristiani la possibilità di tornare quanto prima nelle loro case, attuando zone di sicurezza, ad esempio nella piana di Ninive». È una delle proposte emerse dal Concistoro che...