Nelle strade di Genova i cittadini stanno ancora spalando il fango con il timore che una nuova bomba d'acqua si abbatta sulla città. Il sindaco Marco Doria è stato duramente contestato dai commercianti del centro. Continua lo scambio di accuse tra le istituzioni. E da Palazzo Chigi interviene il premier Matteo Renzi. o meglio, interviene da Facebook dove posta un lungo messaggio dal titolo "Genova e non solo". "Adesso - scrive il premier - tutti a strapparsi le vesti, tutti a indossare la faccia contrita d'ordinanza. Ma diciamoci la verità: del dissesto bisogna occuparsi quando non ne parla nessuno, non quando ci sono i titoloni in prima pagina che tra poche ore saranno già dimenticati. I ragazzi che sorridono spazzando via il fango di Genova sono bellissimi e ci dimostrano che c'è una generazione di giovani che non è come viene raccontata in modo superficiale e banale. Ma non bastano". "C'è bisogno di sbloccare i cantieri, come abbiamo iniziato a fare con l'unità di missione - prosegue -. Di superare la logica dei ricorsi e controricorsi che rendono gli appalti più utili agli avvocati che non ai cittadini, come abbiamo previsto con il disegno di legge delega sulla Pubblica amministrazione. Di coordinare la protezione civile con un maggior ruolo del livello centrale come prevede la riforma costituzionale del titolo V. Si chiamano Sbloccaitalia, riforma della P.A., riforma costituzionale, riforma della giustizia, cantieri dell'unità di missione le priorità per l'Italia che vogliamo". E non finisce qui. Renzi prosegue ricordando che "c'è l'emergenza certo. Non manca e non mancherà il sostegno del Governo e penso innanzitutto a quei commercianti che hanno preso il mutuo per pagare i danni del 2011 e sono di nuovo da capo. Ci saranno forme di ristoro anche per i privati, è giusto e doveroso e urgente. Non voglio che si arrendano, noi stiamo concretamente dalla loro parte. E non semplicemente con le pacche sulle spalle". "Ma se vogliamo essere seri - conclude -, se vogliamo evitare le passerelle e le sfilate da campagna elettorale, l'unica soluzione è spendere nei prossimi mesi i due miliardi non spesi per i ritardi burocratici. E cambiare finalmente le cose: portare a termine le riforme che noi abbiamo proposto e contro cui altri stanno facendo ostruzionismo in parlamento. Basta scaricabarile: è il tempo del coraggio e nessuno può tirarsi indietro. Vedo i ragazzi che spalano il fango dalle strade e a loro va il mio grazie. Userò la stessa determinazione per spazzare via il fango della mala burocrazia, dei ritardi, dei cavilli. Potete esserne sicuri. E assicuro ai genovesi, che non si sono piegati e che si sono rimboccati le maniche per spalare via fango e detriti dal loro futuro, l'impegno economico del Governo fin dalla legge di stabilità cui stiamo lavorando in queste ore". Insomma, Matteo Renzi avrà anche voluto evitare le passerelle e le sfilate da campagna elettorale, ma il suo messaggio suona come un gran bello spot al governo. Uno spot elettorale.
Renzi: "Su Genova basta scaricabarile". E promette 2 miliardi
Il premier: "L'unica soluzione è spendere nei prossimi due mesi i soldi non spesi per ritardi burocratici. Bene i ragazzi che spazzano via il fango, ma non bastano"
