Una decina di società sparse per il Regno Unito su cui sarebbero caduti a pioggia denari del Ministero dell’Ambiente. Vere e proprie «scatole» societarie – che sarebbero in parte riconducibili all’ex ministro Corrado Clini e all’ex compagna Martina Hauser - che in apparenza si sarebbero occupate di progetti ambientali esteri finanziati, senza nessuna plausibile ragione, dallo Stato italiano. Si allarga l’inchiesta della Procura romana sulla presunta distrazione di fondi pubblici. Nel registro degli indagati figurano, con Clini e l’ex compagna, una decina di persone accusate di associazione per delinquere e corruzione internazionale. Gli accertamenti, affidati al Nucleo speciale spesa pubblica della Gdf al comando del generale Bruno Bartoloni, starebbero svelando un «sistema» attraverso cui fondi dello Stato erano dirottati all’estero per finanziare progetti ambientali, ma che finivano nelle tasche non solo di imprenditori italiani e stranieri – i quali avrebbero pagato tangenti per ottenerli – ma anche dello stesso Clini e della Hauser. Ad oggi i magistrati hanno accertato finanziamenti per 214 milioni per opere in Cina (200 milioni) e Montenegro (14). Ma la mole di denaro sarebbe ben più ingente. Stando alle ipotesi infatti, ci sarebbero stati finanziamenti finiti dritto nelle casse di una decina di società inglesi che, da primi riscontri, risulterebbero in parte riconducibili anche all’ex ministro del governo Monti, nonché ex direttore generale all’Ambiente. Stessa cosa, inoltre, sarebbe successa per il Montenegro. Le indagini hanno fatto luce sull’esistenza di una sede «ombra» dello stesso dicastero di cui al Ministero, a Roma, non ne saprebbero nulla. Lì avrebbe operato una vera e propria task force - di cui avrebbe fatto parte anche la Hauser - incaricata di distribuire i soldi dello Stato. La donna, comunque, ha smentito di aver avuto mai un ruolo in questa vicenda e di aver ottenuto denaro pubblico, né avuto attività di impresa. Intanto la Procura è pronta per chiedere il giudizio immediato nel filone ereditato dai colleghi di Ferrara, in cui Clini risulta indagato di corruzione con l’ingegnere Augusto Calore Pretner. Le indagini della Finanza hanno svelato la distrazione di parte dei 54 milioni di euro dello Stato italiano, erogati per il progetto «New Eden», per la riqualificazione ambientale dell’Iraq. Ben 3,4 milioni di euro dei 54 destinati a finanziare il progetto è la «torta» che si sarebbero spartiti Clini e Calore Pretner, socio della Med Ingegneria srl, che rientra nel consorzio Nature Iraq, il quale ha percepito i 54 milioni del ministero dell’Ambiente assieme alla statunitense Iraq Foundation. Ed è proprio da questi due colossi imprenditoriali che è partito un supposto giro di false fatturazioni che hanno interessato società sparse in tutto il mondo e che hanno consentito a Clini di intascare un milione e 200mila euro finiti su un conto corrente bancario schermato sotto il nome di «Pesce», ma a lui riconducibile.
Società britanniche e mazzette per l’Ambiente
Una decina di «scatole» societarie sparse per il Regno Unito riconducibili all’ex ministro Clini
