Dietro i numeri che raccontano le enormi proporzioni che sta assumendo il fenomeno degli scomparsi, oltre ventisettemila, ci sono le storie di vita di quelle persone che non sono più tornate a casa, o lo hanno fatto dopo molto tempo. Il caso di Emanuela Orlandi, il rapimento del piccolo Tommaso Onofri, il sequestro Quirico o la vicenda di Denise Pipitone sono solo alcuni dei casi più noti raccontati dalle pagine dei giornali e dei libri, come quello scritto dalla giornalista Isabella Pascucci, «Storie sospese». Le vite degli scomparsi sono contornate di eventi e la loro sparizione è spesso avvolta nel mistero. Come nel caso di Fabrizio Catalano, il ragazzo originario di Collegno, in provincia di Torino, scomparso nel luglio del 2005, ad Assisi. Il giovane, sempre con la sua chitarra in spalla, si era allontanato da casa per frequentare un corso di musicoterapia. Era molto credente Fabrizio, amava la musica e frequentava spesso la parrocchia. La sera precedente la sua scomparsa stava suonando in piazza, ad Assisi, insieme a due artisti di strada. «Mi è successa una cosa bellissima - aveva raccontato alla sua migliore amica durante l’ultima telefonata - ho trovato la mia strada». Poi aveva provato a chiamare un’altra amica, alle 2 del mattino, ma la ragazza dormiva e quindi non aveva risposto. Il giorno dopo era uscito presto dall’appartamento dove alloggiava. Da allora nessuno lo ha più visto. Dopo alcuni giorni viene ritrovata la sua sacca, appoggiata a un masso, lungo un sentiero. Si era separato dal portafogli, dal telefonino e anche dalla sua Bibbia tascabile. Una signora disse di averlo visto e di averlo invitato a pranzo: «Devo proseguire il mio cammino», aveva risposto. La ricerca prosegue tra la pista della vocazione mistica e quella dell’incidente ma di Fabrizio non vi è traccia. Dopo sei mesi un cacciatore ritrova anche la sua chitarra, in un bosco. Nessun altro indizio verrà trovato. Le storie degli scomparsi sono così, indizi, tasselli di puzzle che gli investigatori e le famiglie cercano di ricomporre. Misteri da svelare come nel caso di Emanuela Bianchi, la ragazza scomparsa nel 1995 in Tunisia e ritrovata senza vita dopo due anni. O come la vicenda di Denise Pipitone, la bambina di tre anni scomparsa nel settembre del 2004 a Mazara del Vallo. Casi in cui gli investigatori seguono piste diverse, dove la speranza riaffiora grazie a una telefonata e poi viene distrutta dalla carenza di riscontri. Una storia sicuramente singolare è quella di Riccardo Lorenzelli e Gianluigi Serafini, due persone che abitavano a meno di cento metri l’uno dall’altro, scomparsi a distanza di cinque mesi. Riccardo, 93 anni, era sparito nel marzo del 2008, inghiottito tra le strade del quartiere San Fruttosio, lo stesso quartiere dove fu visto per l’ultima volta Gianluigi, un signore di 71 anni. Una coincidenza secondo gli inquirenti, un mistero irrisolto secondo le famiglie.
Le vite «sospese» dei parenti
I familiari di Orlandi e Catalano non smettono di cercare i propri cari
