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La vittima aveva subito un atto vandalico

«Persone meravigliose, lui e sua moglie. Mai una lite, mai problemi. Solo venti giorni fa, più o meno, ho visto Alessandro preoccupato. Uscito di casa per prendere la macchina parcheggiata in strada, mi ha detto che qualcuno gli aveva spaccato il vetro con un sasso. Una cosa un po’ insolita qui, dove ci conosciamo tutti». Così il titolare della ferramenta accanto alla palazzina al civico 98 del lungomare delle Sirene a Torvaianica, dove Alessandro Santoni viveva con la moglie Marisa Lentini ed il figlio di 3 anni, ricorda un episodio che quasi potrebbe essere un anticipo della tragedia avvenuta venerdì pomeriggio nella sede Inps di Cinecittà. Il 38enne ucciso a coltellate con la collega Daniela Nenni dal marito di questa, convinto della loro relazione extraconiugale, potrebbe aver già subito un avvertimento. Un atto vandalico, forse messo in atto per i sospetti crescenti di un tradimento tutto da verificare. Che non convince gli inquilini della palazzina dove l’elettricista, cresciuto ad Acilia con la passione per il bodybuilding e la Roma, viveva da anni. «Quando ho sentito cosa era successo ad Alessandro ho trasecolato – racconta una vicina -. Io che avesse l’amante non ci credo proprio, anzi, penso che chi l’abbia ucciso fosse semplicemente pazzo. Lui e la moglie erano una coppia felice, non li abbiamo mai sentiti urlare, litigare». Il mantra della famiglia serena viene ripetuto da tutti i conoscenti di Alessandro Santoni. «Un bravo ragazzo, sempre sorridente - dice un vicino -. Sono anni che abita qui con la famiglia, lui usciva la mattina per lavoro e tornava la sera. La moglie, casalinga, invece la vedo spesso». A confermare le voci di chi lo conosceva, le stesse parole con le quali il 38enne si descriveva sulla sua pagina Facebook: «Amo mia moglie e mio figlio, adoro fare sport. Viva la palestra». La sua bacheca, già ieri mattina, è stata invasa dai commenti dei parenti e degli amici di Alessandro: «Ciao cugino», scrive Daniela Pietrobattista. «Ciao Sa, non ti dimenticherò mai», Daniele Sannella. La famiglia della giovane vittima, ieri ha preferito trincerarsi dietro un muro di silenzio. «Intorno alle 8,45 i genitori e il fratello di lui sono venuti a prendere la moglie e il bambino per portarli via - racconta un vicino -. È stata l’unica volta in cui ho visto Marisa senza sorriso».

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