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Gibiino: «Il fallimento non è di Mare Nostrum ma dell’Unione europea»

Vincenzo Gibiino, senatore di Forza Italia e coordinatore azzurro in Sicilia, traccia un bilancio di Mare Nostrum e racconta la sua esperienza a bordo della San Giusto. Senatore Gibiino ieri, con...

Vincenzo Gibiino, senatore di Forza Italia e coordinatore azzurro in Sicilia, traccia un bilancio di Mare Nostrum e racconta la sua esperienza a bordo della San Giusto. Senatore Gibiino ieri, con altri parlamentari, ha visitato la San Giusto, impegnata nel Canale di Sicilia. Che segnale volevate dare? «Volevamo cercare di andare oltre gli atti parlamentari e capire esattamente cosa accade sulle nostre navi della Marina. La San Giusto aveva a bordo oltre 700 migranti raccolti da domenica a mercoledì dalle imbarcazioni degli scafisti». In che condizioni erano? «In eccellenti condizioni, per quelle che possono essere le condizioni di un migrante. Erano nella stiva, in maniera ordinata e ben gestiti dal personale della Marina che svolge questo lavoro con professionalità, passione e sensibilità. Bisogna essere a bordo per capire veramente quello che succede. Sono in 100 i componenti del personale della San Giusto, che è la nave di comando di Mare Nostrum, e arrivano a gestire fino a 1.700 migranti, eseguendo il trattamento sanitario di prima accoglienza». C'è qualcosa che l'ha colpita? «Incrociare i loro occhi che chiedono aiuto, fratellanza e amicizia. Siamo abituati a vederli in tv e li guardiamo come degli invasori perché sono tanti. Tutto ciò rischia di compromettere il nostro sguardo. Loro ci salutavano, mentre noi avevamo le tute e le mascherine per proteggersi. Mi sono sentito un extraterrestre». Considera fallimentare il bilancio di Mare Nostrum? «Dal punto di vista umanitario no, l'Italia sta facendo alla grande la sua parte con le poche risorse a disposizione. Dal quello politico dell'Ue, invece, lo considero un bilancio fallimentare perché queste sono misure emergenziali, non si può lasciare la Marina da sola. Da gennaio sono arrivati in Italia 141.000 migranti, di questi 100.000 sono stati oggetto di intervento da parte della Marina Militare». Quale può essere l'alternativa a Mare Nostrum? «Se l'Unione trovasse misure di finanziamento per consentirci di utilizzare centri di accoglienza anche in Tunisia, Marocco ed Egitto, con cui si può avere un dialogo democratico, risolveremmo tanti problemi e taglieremmo i costi. Inoltre queste persone potrebbero rimanere nei territori dai quali provengono».

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