Sarà una perizia medico legale a chiarire, una volta per tutte, il «buco» clinico che ha interessato Danielino De Santis, l’ex ultras giallorosso protagonista dell’aggressione ai tifosi del Napoli avvenuta nelle ore immediatamente precedenti alla finale di coppa Italia tra il Napoli e la Fiorentina. Troppo diversi, infatti, i referti dei tre nosocomi dove l’indagato è stato ricoverato per non approfondire la vicenda: ad oggi infatti solo i medici dell’ospedale di Belcolle – ospedale dove «Danielino» è stato trasportato dopo la morte di Ciro Esposito per motivi di sicurezza – si sono accorti di quei tagli (almeno quattro) presenti sul corpo dell’uomo. Tagli che non erano stati riscontrati né dai medici del policlinico Gemelli – dove l’ex ultras della Roma era stato ricoverato in seguito al pestaggio subito dai supporters partenopei che reagirono all’aggressione che lo stesso De Santis, assieme ad altri quattro personaggi che sono riusciti a fuggire, aveva appena portato a termine – né tantomeno da quelli che lo presero in cura nel reparto medico del carcere di Regina Coeli. Un «buco» sospetto su cui è intervenuto oggi Giandomenico Logroscino, il medico del Gemelli che per primo prestò le prime cure a De Santis: «Quello che posso dire – ha detto ai microfoni di Radio 1 il dottore – è che se ci fossero state delle lesioni da taglio importanti sarebbe stato operato per quelle lesioni ma siccome non è stato operato per quello...». Di coltelli a serramanico e bottiglie rotte con tracce organiche riconducibili a De Santis però se ne parla diffusamente anche nella monumentale relazione presentata dagli esperti del Racis e finite nell’incidente probatorio disposto dalla Procura: enigmi che solo la perizia disposta dai sostituti procuratori Eugenio Albamonte e Antonino Di Maio potrà risolvere. I legali di Esposito (il ragazzo colpito al torace da un proiettile esploso da distanza ravvicinata da De Santis e morto dopo 53 giorni di agonia in una stanza del policlinico Gemelli) però non ci stanno a questi nuovi sviluppi, e attraverso l’avvocato Angelo Pisani che tutela la famiglia dell’operaio deceduto, fanno sapere che «a qualcuno, proprio non va giù che Ciro Esposito sia stato ucciso da un colpo di pistola sparato nel corso di un agguato, ai danni anche di donne e bambini indifesi, mentre raggiungeva lo stadio dove giocava la sua squadra del cuore. E invece in questi giorni si sta continuando a mistificare la realtà e a proporre nuove e strumentali versioni sul reale svolgimento dei fatti di quel maledetto pomeriggio all’esterno dello stadio Olimpico».
Referti diversi su De Santis, disposta una perizia
Sarà una perizia medico legale a chiarire, una volta per tutte, il «buco» clinico che ha interessato Danielino De Santis, l’ex ultras giallorosso protagonista dell’aggressione ai tifosi del Napoli...
