Attualità

Un istituto su tre cade a pezzi

Allarme per soffitti, intonaci, infiltrazioni d’acqua, impianti igienici e elettrici A Roma 7 su 10 rischiano di crollare

Scuole a rischio, istituti che cadono a pezzi? Stanno sempre lì. Con i loro eterni problemi, diventati ormai cronici a causa di una pluriennale carenza di finanziamenti e interventi. E ora che i nostri figli sono rientrati quasi tutti in classe si tratta disette milioni e ottocento mila alunni) si torna a parlare di quest’emergenza nazionale. Le cifre di questa debacle sono impressionanti: circa 42 mila edifici sono da ristrutturare, circa una scuola su tre non è in regola. Dati non ufficiali perché a tutt’oggi non esiste un’Anagrafe edilizia scolastica. «Una situazione che deve finire - dice Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale della scuola di Cittadinanzattiva - È indispensabile alle istituzioni per una programmazione seria e attendibile sulle scuole da sistemare e sulle priorità su cui investire i fondi indispensabile anche alle famiglie per sapere in quali scuole si recano ogni giorno i loro figli». Cittadinanzattiva ha fatto ricorso al Tar per poter accedere ai dati dell’Anagrafe e della Mappatura degli edifici scolastici italiani ribadendo « la responsabilità del MIUR ad aggiornarli periodicamente». I giudici gli hanno dato ragione. Il Ministero ha fatto ricorso al Consiglio di Stato che l’ha rigettato. «Ora, con l’Ordinanza del Consiglio di Stato, il Miur dovrà rendere pubblici in tempi brevi i dati relativi all’Anagrafe anche se, per ammissione della stessa Avvocatura dello Stato, non sarebbero né aggiornati né completi» spiega Bizzarri che aggiunge «Lo aspettiamo da diciotto anni». In ballo c’è soprattutto «la chiarezza sulla lista degli interventi finanziati dal Governo Renzi per la messa in sicurezza e la sistemazione di circa 10 mila scuole». L’Anagrafe cancellerebbe qualsiasi «opacità» L’associazione dei consumaori non condivide la scelta del governo di far stilare gli elenchi degli istituti a rischio dai Comuni e dalle Province «intesi come proprietari e gestori degli edifici scolastici». Intanto però a fine luglio sono iniziati i lavori per l'operazione "scuole belle" (150 milioni di euro per 7700 strutture). Si tratta di manutenzione e restyling: pareti, cambio di infissi, campanelle e riscaldamento. Dal prossimo anno arriverano altri fondi per ristrutturare e costruire nuovi edifici. E cioè «scuole sicure», la messa in sicurezza degli edifici (400 milioni di euro per 2400 interventi) e poi «scuole nuove» (400 cantieri per 122 milioni di euro che arriveranno dallo sblocco del patto di stabilità e dunquenon prima del 2015). Altri dati ufficiosi, altre realtà desolanti. Si tratta di un elenco delle scuole peggiori che risale al 2010. E comprende il 30 per cento dei plessi: oltre 12mila edifici. Emerge che al Sud ci sono gli edifici più fatiscenti. È il caso della Calabria, con il 54 per cento di edifici a rischio ma anche del Lazio, col 42 per cento di istituti in pericolo. Secondo le segnalazioni dei dirigenti gli interventi più urgenti riguardano soffitti, coperture, impianti igienici e intonaci. Poi c’è il «Rapporto sulla sicurezza, qualità e accessibilità a scuola- 2013» di Cittadinanzattiva. Lesioni strutturali in una scuola su sette, distacchi di intonaco in una su cinque, circa trenta i crolli di diversa entità. Manutenzione inadeguata in quattro scuole su dieci, muffe e infiltrazioni d’acqua in un’aula su cinque. E un terzo delle scuole che ha subito atti di vandalismo. Metà delle scuole senza tapparelle o persiane, un terzo con le finestre rotte. Sos anche per i banchi e le sedie che mancano. Nel 2013 ben 390 milioni di euro sono arrivati sotto forma di contributo volontario o donazione ma la situazione non è migliorata. Solo il 44% delle scuole possiede il certificato di agibilità statica.

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