L’ex ministro all’Ambiente Corrado Clini s’informava sull’andamento del suo conto corrente cifrato acceso all’Ubs Bank di Lugano. Lo faceva attraverso i funzionari di una società fiduciaria appositamente pagata per «schermarlo», così da non destare sospetti. Perché nelle cassette di sicurezza elvetiche erano finiti 1 milione 20mila euro di tangenti. Denaro che in un primo momento si è ipotizzato fosse stato sottratto dai 54 milioni erogati dal Ministero per finanziare il progetto New Eden per la riqualificazione dell’Iraq, ma che in realtà altro non sarebbe che mazzette. Questa è la nuova ipotesi della Procura della Repubblica di Roma, che dopo aver ereditato il fascicolo dai colleghi di Ferrara, ha cambiato il reato iscritto nei confronti di Clini - per fatti risalenti a quando era direttore generale del dicastero - da peculato a corruzione. Un fascicolo prossimo alla richiesta di processo immediato e che ha svelato il «sistema» di sottrazione di fondi pubblici dello Stato italiano al pari di un altro procedimento, in cui tra i dieci indagati figura sia il nome di Clini sia quello della moglie Martina Hauser. Nei confronti di tutti sono ipotizzati i reati di associazione per delinquere e corruzione internazionale. Reati che, ancora una volta, riguardano presunte erogazioni di finanziamenti pubblici per progetti internazionali dietro dazioni di tangenti. Ma non solo, perché nel caso della Hauser ci sarebbero consulenze d’oro ottenute anche grazie al marito col Ministero dell’Ambiente. Insomma, un vero e proprio terremoto giudiziario che si sta abbattendo sull’ex ministro del Governo di Mario Monti. Perché se gli investigatori di Ferrara hanno accertato solo tangenti per 1 milione di euro per rilasciare i finanziamenti da 54 milioni, quelli di Roma hanno fatto luce su un supposto meccanismo rodato e oleato di erogazioni di contributi pubblici dietro il pagamento di tangenti. Il fascicolo è nelle mani del procuratore capo Giuseppe Pignatone e del sostituto Alberto Galanti, che stanno passando al setaccio incartamenti amministrativi già acquisiti dal Ministero e che svelerebbero il «mercimonio della cosa pubblica». Ad oggi sono stati accertati ben 214 milioni di euro di fondi destinati a finanziare opere in Cina (200 milioni) e Montenegro (14 milioni), oltre a equivalenti erogazioni per lavori in Sud America e in Africa. A indagare ci sono i finanzieri del Nucleo speciale spesa pubblica al comando del generale Bruno Bartoloni, che stanno delineando un quadro probatorio allarmante. Il «sistema» emerso in questa inchiesta sembra ricalcare quello accertato a Ferrara. Stando ai riscontri di quell’inchiesta (oggi, come detto, stralciata a Roma), ben 3,4 milioni di euro - dei 54 destinati a finanziare il progetto New Eden - erano la «torta» che si sarebbero spartiti Clini e l’ingegnere di Ferrara Augusto Calore Pretner, socio della Med Ingegneria srl, che rientra nel consorzio Nature Iraq, il quale ha percepito i 54 milioni del ministero dell’Ambiente assieme alla statunitense Iraq Foundation. Ed è proprio da questi due colossi imprenditoriali che è partito un supposto giro di false fatturazioni che hanno interessato società sparse in tutto il mondo. I 3,4 milioni sarebbero confluiti «nei conti correnti intestati a Nature Iraq e Iraq Foundation; dai medesimi conti - si legge negli atti - erano partiti i bonifici con cui dette società pagavano le fatture emesse nei loro confronti dalla Gbc». Le somme «versate da Gbc e Nature Iraq e Iraq Foundation, attraverso il passaggio sul conto di Orient Invest ltd, pervenivano dapprima sul conto corrente svizzero intestato a Coolshhade Enterprise e, attraverso l’ulteriore passaggio di Limecross Limited Tortola, sui conti correnti nella disponibilità di Pretner, codice "Sole", Clini, codice "Pesce e Mascellani, ora deceduto, codice "Schiavo”».
Tangenti per l’Iraq Clini verso il processo
Un milione e 20 mila euro su un conto svizzero
