Attualità

I voti del Moige alla riforma della scuola: «Monca e senza libertà di scelta»

Oggi primo giorno dell'anno scolastico per la maggior parte delle Regioni. All'appello mancano solo Sicilia e Puglia che inizieranno mercoledì

Nel giorno in cui nella maggior parte delle regioni italiane comincia l’anno scolastico (all’appello mancano solo Sicilia e Puglia, dove si tornerà tra i banchi soltanto mercoledì), arriva la prima pagella. Non è quella degli esami di riparazione, cancellati da tempo, ma quella che il Movimento italiano genitori ha redatto per valutare le linee guida della riforma del governo Renzi. Una pagella che prende in considerazione dieci parametri: cinque quelli che ottengono la promozione, altrettanti quelli bocciati, con un paio di insufficienze gravi. Ed è proprio il 4 assegnato alla materia «Scelta dei genitori» a pesare negativamente sul giudizio complessivo: «Per l'impianto ancora centralistico e l'incapacità di attivare efficaci politiche di sostegno alle scelte libere dei genitori. La parità delle scuole non statali riguarderebbe (in negativo) solo la valutazione e non l'allineamento dei costi standard: invece, è questa l'unica via che può arrivare a un sistema competitivo tra le migliori esperienze di scuola, statali e della società, entro le quali i genitori possano scegliere senza insormontabili impedimenti economici (altro che nuovo protagonismo dei genitori!)».«A questa riforma - spiega il presidente del Moige Maria Rita Munizzi - manca l’ala più importante. Se non si realizza un’autentica libertà di scelta scolastica, è una riforma monca. Per questo pensiamo che non c’è "buona scuola" senza "buono scuola"».Eppure molti obiettano che questo tipo di scelta penalizza la scuola pubblica: «Bisogna chiarire che tutta la scuola è pubblica, paritaria e a gestione statale. Quello dei costi - risponde Munizzi - è un falso problema perché la scuola paritaria, secondo i dati forniti dall’Agesc, ha consentito di risparmiare negli ultimi 10 anni ben 50 miliardi di euro per il semplice fatto che i genitori che mandano i figli nelle scuole paritarie pagano due volte il sistema scolastico. Non solo: più paritarie chiudono, più studenti si riversano nella scuola statale, con ulteriore aggravio di costi. C’è poi un altro aspetto, quello della standardizzazione dei costi: uno studente costa circa 8.000 euro l’anno nella statale, 4 o 5.000 nella paritaria. Ormai solo Grecia e Turchia hanno un sistema simile al nostro. Occorre mettere fine alla discriminazione delle famiglie con redditi che non possono permettersi la scelta della paritaria e sono obbligate a mandare i figli alla statale».L’altra materia «bocciata» è l’Economia: «Per le "logiche ideologiche" di sviluppo unidirezionale della crescente spesa pubblica: sostenere il grandioso piano di assunzioni statali costa in più 3 miliardi di euro per 148.000 nuovi docenti». Insufficienti anche Autonomia («per la scarsa autonomia reale, al di là dei conclamati proclami retorici. Sono le scuole, e non le sanatorie, che devono selezionare tutti gli insegnanti e i dirigenti adatti al proprio piano di offerta»), Qualità («il sistema rimane chiuso, di fatto, alla competizione didattica e pedagogica con le scuole della società. Persiste un monopolio, che non è mai sinonimo di qualità») e Alternanza («non si fa menzione di alcun sostegno, economico e di indirizzo, alla stimolante realtà della Istruzione e formazione professionale, irresponsabilmente abbandonata»).Promosse invece le voci Trasparenza, Formazione e Merito Sei anche a Mobilità e Condotta.E per inaugurare il primo giorno di lezioni anche il governo torna sui banchi di banchi di scuola. Il presidente del consiglio Matteo Renzi sarà a Palermo, il ministro dell’Istruzione a Roma. Gli altri membri del governo sparsi in mezza Italia. A Roma impegnati Stefania Giannini, Marianna Madia e Dario Franceschini. Il premier Renzi sarà nel quartiere Brancaccio «perché il 15 settembre per me è padre Pino Puglisi, e quindi dedicare lo sforzo educativo a un gigante del nostro tempo».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.