Approfitta subito della promozioneSconto del 30% sugli abbonamenti digitali annuale e biennale
Sconto del 30% sugli abbonamenti digitali annuale e biennale
Attualità

Pistorius s’è salvato No all’ergastolo (per ora)

Oggi il verdetto ma il peggio è scongiurato

PRETORIA Non c’è stata premeditazione. Questo il primo verdetto emesso dalla Corte di Pretoria nel processo che vede imputato Oscar Pistorius, accusato di aver ucciso la sua fidanzata, la modella Reeva Stenkamp, la sera di San Valentino del 2013. Una decisione che salva il sudafricano dall'ergastolo ma che lascia ancora in bilico il suo futuro. «Non esistono prove a sufficienza per affermare che si sia trattato di omicidio volontario - ha aggiunto la giudice Thokozile Masipa - Certamente, una persona ragionevole non avrebbe sparato quattro colpi di pistola attraverso la porta del bagno chiusa». Pistorius era arrivato ieri mattina in aula puntuale alle 9, occhi lucidi e pallido in volto. E durante la lettura della prima parte del verdetto (il seguito oggi) non era riuscito a trattenere le lacrime. Accanto a lui, un secchio di colore verde, posizionato dagli addetti del tribunale ricordando gli episodi di vomito accorsi all'atleta durante le udienze dibattimentali. Ora, scartata l'improbabile ipotesi dell’assoluzione e quella dell'omicidio premeditato (tesi dell'accusa) per Pistorius restano due possibili scenari: la condanna per omicidio volontario semplice, per il quale la pena è di almeno quindici anni di reclusione o quella per omicidio colposo (la tesi della difesa), che lo porterebbe dietro le sbarre per non più di quindici anni. Gerrie Nel, l'avvocato dell'accusa, punta forte sull'irrazionalità e sulla mancanza di un filo logico nel racconto, pieno di passaggi oscuri, del'ex-atleta. Ma proprio il comportamento istintivo tenuto la notte della tragedia da Pistorius, potrebbe alla fine spostare il giudizio sulle tesi della difesa. L'ultima parola spetta alla 66enne giudice Masipa, che oggi alle nove e trenta entrerà in aula per terminare la lettura dell’attesissimo documento. Per la sentenza, invece, occorrerà attendere. La procedura penale sudafricana prevede infatti un periodo «post-verdetto» durante il quale la giudice sosterrà delle consultazioni con le parti, i testimoni e le famiglie, per valutare eventuali elementi attenuanti o aggravanti.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.