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Violentate e decapitate tre suore di 80 anni

Le missionarie massacrate con un coltello e a colpi di pietre in un convento in Burundi. La polizia ha fermato due persone LEGGI ANCHE Tra i testimoni della Croce un morto ogni 5 minuti

L’orrore e l’accanimento nei confronti dei cristiani non si ferma. Stavolta le vittime sono tre suore missionarie saveriane italiane uccise in Burundi, apparentemente nel corso di una rapina da parte di uno squilibrato. Un omicidio molto efferato. Violentate (anche se l'ordine nega che ci sia stata violenza), massacrate con un coltello e poi finite con una pietra prima Suor Lucia Pulici, 73 anni, suor Olga Raschietti 80 anni nel pomeriggio di domenica. Poi è toccato a suor Bernardetta Boggian, 79 anni quando ha scoperto i cadaveri delle consorelle. Decapitata. Le tre suore venete sono state aggredite nel loro convento di Kamenge a nord di Bujumbura, dove ha sede un Centro per i giovani fondato dai Padri saveriani che promuove la convivenza tra etnie diverse. «Un episodio del tutto inaspettato, un enorme dolore», così padre Mario Pulcini, superiore dei missionari saveriani in Burundi, ha raccontato l'accaduto. «Verso le 16 di domenica la sorella Bernadetta è venuta nel mio ufficio chiedendo notizie delle sorelle Lucia e Olga che erano rimaste a casa mentre lei e la sorella Mercedes si erano recate all'aeroporto per accogliere le altre sorelle di ritorno in Burundi dal loro capitolo generale a Parma - ha spiegato padre Pulcini - C'era apprensione soprattutto perché dall'interno della casa non c'erano segnali di vita: tutto era chiuso e con le tende tirate -ha raccontato - I guardiani del cancello non le avevano viste uscire. Ero davanti all'entrata con l'intenzione di forzare la serratura quando la porta si è aperta ed è apparsa Bernadetta, sconvolta. Aveva trovato una porta di servizio aperta e, una volta entrata, i corpi senza vita delle sorelle Olga e Lucia». Sono state quindi allertate le autorità civili, militari e giudiziarie e religiose; si è proceduto ai primi accertamenti e sono iniziati gli interrogatori, soprattutto al personale di casa. Nonostante l'accaduto, le religiose della missione hanno deciso di restare a dormire nella loro casa. «Poi questa notte - dice ancora padre Pulcini - le sorelle sono tornate a chiamarmi, temevano che l'aggressore fosse in casa. Quando siamo riusciti ad entrare abbiamo trovato anche suor Bernardetta, senza vita». Nella notte la polizia ha fermato due persone accusate del delitto. L’ipotesi iniziale, di una rapina finita male, è stata scartata anche perché dal convento non è stato portato via nulla. Cordoglio e dolore hanno espresso politici di ogni colore e il ministro degli Esteri Federica Mogherini. E il Papa ha inviato un messaggio in cui auspica che il sangue versato dalle tre suore saveriane in Burundi «diventi seme di speranza per costruire autentica fraternità tra i popoli».

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